Usa e Inghilterra, lo sgarbo a Emmanuel Macron
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Redazione Esteri
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Il Summit for Action on AI, tenutosi a Parigi il 10 e 11 febbraio, si è rivelato un fallimento rispetto alle ambiziose aspettative del presidente francese Emmanuel Macron, che lo aveva definito come l’evento più importante di sempre per la governance globale dell’intelligenza artificiale. Con la Francia nel ruolo di guida, l’obiettivo era quello di allineare i grandi attori internazionali su principi condivisi per uno sviluppo etico e sostenibile dell’IA. Tuttavia, il vertice si è concluso con una spaccatura netta: Stati Uniti e Gran Bretagna hanno rifiutato di sottoscrivere la dichiarazione finale, che impegna i firmatari a promuovere sistemi di intelligenza artificiale «aperti, inclusivi, trasparenti ed etici».
La dichiarazione, approvata da 61 Paesi tra cui Francia, India e Cina, rappresentava il cuore del summit, ma l’assenza delle due potenze anglosassoni ha lasciato un vuoto significativo. Le motivazioni del rifiuto non sono state chiarite pubblicamente, ma il gesto ha inevitabilmente ridimensionato il peso politico dell’evento, trasformandolo in un’occasione mancata, come ha sottolineato Dario Amodei, CEO di Anthropic, uno dei giganti del settore.
In parallelo, la Commissione europea ha annunciato il ritiro della direttiva sulla responsabilità da intelligenza artificiale, proposta nel 2022 per introdurre norme specifiche sui danni causati dai sistemi di IA. La decisione, giustificata con l’impossibilità di raggiungere un accordo, arriva dopo le critiche del vicepresidente americano J.D. Vance, che aveva espresso riserve sull’impianto normativo. La direttiva prevedeva che gli sviluppatori di sistemi di IA ad alto rischio, anche non europei, fornissero alle autorità le informazioni necessarie per stabilire la responsabilità in caso di danni.
Il ritiro della direttiva e il mancato accordo al summit di Parigi evidenziano le difficoltà nel trovare un terreno comune su un tema complesso come l’intelligenza artificiale, che richiede un bilanciamento tra innovazione, sicurezza e diritti. Mentre la Francia cercava di posizionarsi come leader di una rivoluzione tecnologica etica, l’opposizione di Washington e Londra ha messo in luce le divergenze strategiche tra i principali attori globali.




