Casa di Montecarlo, la Procura generale chiede la prescrizione per Fini e i Tulliani

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il processo d'appello sulla vicenda della casa di Montecarlo si avvia verso una conclusione che potrebbe essere segnata dalla prescrizione. La Procura generale presso la Corte d'Appello di Roma ha chiesto di dichiarare il non doversi procedere per intervenuta prescrizione nei confronti di Gianfranco Fini, della compagna Elisabetta Tulliani, del fratello di lei Giancarlo e del padre Sergio, tutti imputati per riciclaggio.

La richiesta del pg Felici

A formulare la richiesta è stato il sostituto procuratore generale Roberto Felici, nel corso della requisitoria davanti ai giudici della seconda sezione della Corte d'Appello di Roma. «La sentenza di primo grado è condivisibile mentre non condivido le censure proposte con gli atti di appello proposti dai difensori degli imputati. Va preso atto dell'intervenuta prescrizione per i reati contestati», ha dichiarato il magistrato.

Le posizioni della difesa

Diversa, almeno nell'ordine delle richieste, la posizione dei difensori di Fini, gli avvocati Francesco Caroleo Grimaldi e Michele Sarno, i quali hanno domandato in via principale l'assoluzione «perché il fatto non sussiste» e soltanto in subordine di dichiarare la prescrizione. Nel corso del processo d'appello è stata inoltre revocata la richiesta di arresto che era stata avanzata nei confronti di Giancarlo Tulliani, latitante a Dubai. La Procura generale ha invece chiesto la conferma della confisca per tutti gli imputati, a eccezione di Fini.

La vicenda giudiziaria

Al centro della storia processuale c'è la compravendita dell'appartamento di Boulevard Princesse Charlotte 14 a Montecarlo, lasciato in eredità dalla contessa Annamaria Colleoni ad Alleanza Nazionale nel 1999. Secondo l'accusa, l'immobile sarebbe stato acquistato nel 2008 da Giancarlo Tulliani attraverso società off-shore per poco più di 300mila euro, per poi essere rivenduto nel 2015 a un milione e 360mila dollari. Un'operazione che, secondo la ricostruzione degli inquirenti, avrebbe visto coinvolti i familiari dell'allora leader di Alleanza Nazionale.

Le condanne di primo grado

Nell'aprile del 2024 i giudici della quarta sezione del Tribunale di Roma avevano condannato Gianfranco Fini a 2 anni e 8 mesi, Elisabetta Tulliani e Sergio Tulliani a 5 anni, Giancarlo Tulliani a 6 anni, tutti per l'accusa di riciclaggio. La richiesta di prescrizione avanzata dalla Procura generale riguarda i quattro imputati, mentre fa eccezione Rudolf Theodor Baetsen, manager olandese coinvolto nel procedimento.

I tempi della decisione

La sentenza della Corte d'Appello è attesa per il prossimo anno, verosimilmente nel febbraio 2027. Saranno dunque i giudici della seconda sezione a stabilire se accogliere la richiesta della Procura generale, dichiarando la prescrizione per i reati contestati, oppure seguire la linea difensiva che punta all'assoluzione nel merito.

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