La Roma cede in casa contro il Viktoria Plzen
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Redazione Sport
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Un avvio da incubo, quello della Roma, che ha di fatto deciso la sfida all'Olimpico contro il Viktoria Plzen. I giallorossi, dopo un approccio apparentemente promettente con un tentativo di Dovbyk, sono stati travolti in pochi, fulminei minuti da una doppia beffa. La squadra ceca, prendendo coraggio dopo le prime avvisaglie, ha prima sfruttato una ripartenza veloce sulla fascia sinistra, dove Adu ha superato con facilità il proprio marcatore per poi battere Svilar con un raffinato scavetto, e ha poi trovato il raddoppio con un'improvvisa e precisa conclusione mancina di Souaré da fuori area, che ha trovato l'angolino senza possibilità di intervento per il portiere. Un quarto d'ora di gioco catastrofico, che ha lasciato la squadra di Gasperini in un burrone già dopo venticinque minuti.
Il cambio e la reazione insufficiente
La reazione del tecnico, che già al trentesimo minuto ha optato per la sostituzione di Ziolkowski, chiamando a raccolta El Shaarawy, denunciava tutta la necessità di un cambiamento radicale. La mossa, sebbene tempestiva, non è riuscita a produrre la sterzata decisiva prima dell'intervallo, nonostante un tiro di Soulé finito alto e un pericoloso tentativo al volo di Adu, a dimostrazione di una difesa romana ancora traballante. L'unico dato positivo, in una prima frazione altrimenti opaca, fu l'essersi limitati a due reti di svantaggio, dopo momenti di apprensione come quello per un infortunio di Koné, il quale, per fortuna, poté continuare la partita.
La ripresa e il gol della bandiera
Il secondo tempo, come di consueto per i giallorossi in questa competizione, ha visto una squadra diversa, più aggressiva e determinata a rimontare. Un dato statistico, del resto, conferma come la Roma sia la formazione che ha realizzato il maggior numero di gol nei primi quindici minuti della ripresa in Europa League. L'occasione più chiara arrivò subito con un destro di El Shaarawy, parato da Jedlicka, ma la svolta sembrò arrivare poco dopo, quando l'arbitro concesse un calcio di rigore. Dybala, dal dischetto, si mostrò impietoso e trasformò il penalty, segnando quello che è stato il suo duecentesimo gol in carriera tra club e nazionale, riaprendo di fatto la contesa.
Il finale e la mancata rimonta
Nonostante l'entrata in campo di elementi come Bailey, il cui sinistro dal limite uscì di un soffio sfiorando il palo, e i successivi inserimenti di Ndicka e Ferguson, la squadra non riuscì a trovare il definitivo pareggio. I minuti di recupero, cinque in totale, offrirono un'ultima, labile speranza con un colpo di testa di Ndicka su corner, ma la palla si diresse troppo centralmente, venendo neutralizzata senza troppi patemi. L'arbitro fece fischiare la fine, sancendo una sconfitta che pesa come un macigno nel cammino europeo della formazione capitolina.




