Evenepoel non si spiega: "Pogacar è un marziano, io ho sbagliato valutazione"
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Redazione Sport
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Quello che doveva essere un duello si è trasformato in una dimostrazione di forza. Tadej Pogacar, dopo aver già umiliato i rivali nella cronometro di ieri, ha imposto la sua legge anche nella sesta tappa del Critérium du Dauphiné, lasciando dietro di sé un solco profondo. Tra chi ha pagato il prezzo più alto c’è Remco Evenepoel, arrivato al traguardo con quasi due minuti di ritardo, incapace di reagire all’attacco del leader della UAE.
«All’inizio avevo buone sensazioni, ma evidentemente mi sbagliavo», ha ammesso il belga a fine tappa, senza nascondere la frustrazione. «Mi sono affievolito chilometro dopo chilometro. Lui fa il vuoto, è un marziano tra noi». Un giudizio netto, che fotografa la distanza tra il due volte vincitore del Tour de France e gli altri pretendenti al trono. Jonas Vingegaard, secondo a 1’01”, ha resistito meglio, ma anche per lui il margine di recupero appare esiguo.
Intanto, la corsa francese entra nel vivo con la tappa più attesa: 63,3 chilometri di salita e tre Gran Premi della Montagna fuori categoria attendono i corridori. La classifica, sebbene Pogacar abbia già un vantaggio consistente, potrebbe ancora riservare sorprese. Lipowitz e lo stesso Evenepoel, nonostante il crollo, hanno l’obbligo di provarci, mentre Vingegaard dovrà scegliere se attendere il Tour o lanciare un assalto per ridurre lo svantaggio.
Sulla Madeleine, prima delle asperità finali, il gruppo ha già perso pezzi. I fuggitivi, tra cui spiccano Armirail e Higuita, mantengono un vantaggio di 1’15”, ma è solo questione di tempo prima che i big riprendano il comando. Intanto, la maglia a pois vede Armirail in testa con 19 punti, mentre Pogacar, già in giallo, ne ha accumulati 12.




