Un marziano e un campione: Pogacar domina, Vingegaard resiste
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Redazione Sport
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La cronoscalata di Loudenvielle-Peyragudes, con i suoi 10,9 chilometri di ascesa implacabile e pendenze che sfiorano il 16%, avrebbe potuto riservare sorprese. E invece no. Tadej Pogacar, il "marziano" sloveno che ormai sembra pedalare su un altro pianeta, ha chiuso in 23’00 minuti, lasciando dietro di sé un solco di polvere e rivali annichiliti. Jonas Vingegaard, il danese che lo insegue in classifica generale, ha lottato con le unghie e con i denti, ma il distacco – più di mezzo minuto nella tappa, oltre quattro nel totale – è una montagna troppo alta da scalare.
Che il Tour de France 2024 fosse già scritto lo si sospettava da giorni. Ma oggi, tra i tornanti dei Pirenei, Pogacar ha inchiodato definitivamente ogni discussione. Quattro vittorie di tappa, un dominio che ricorda i tempi di Merckx, e una superiorità talmente netta da far sembrare il resto del gruppo una comparsa. Vingegaard, pur con la sua grinta da leone, non può che limitarsi a resistere, aggrappandosi alla flebile speranza di un cedimento che, però, non arriva.
Tra gli altri, Primoz Roglic ha mostrato segni di ripresa, ma ormai la corsa per il podio sembra ridotta a un duello tra Remco Evenepoel e Felix Lipowitz, con il belga in affanno e il tedesco pronto a approfittarne. Evenepoel, che pure era partito come uno dei favoriti, rischia di veder sfumare il sogno della top tre, mentre Roglic, pur migliorando, arriva troppo tardi per sconvolgere i piani altrui.




