Il Giro riparte dalla Slovenia: Del Toro resiste, Asgreen domina, Ciccone cade
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Redazione Sport
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La quattordicesima tappa del Giro d’Italia, partita da Treviso e conclusa a Nova Gorica dopo 195 chilometri, ha regalato colpi di scena, conferme e dolori. Tra i protagonisti, il messicano Isaac Del Toro, sempre più saldo nella maglia bianca, e il danese Kasper Asgreen, autore di una fuga vincente che ha spezzato la resistenza del gruppo. Ma a segnare la giornata, purtroppo, è stata anche la caduta di Giulio Ciccone, vittima dei sampietrini bagnati nel finale di gara.
Del Toro, che ieri ammetteva di temere soprattutto le cadute, ha sfiorato la terra per un attimo senza conseguenze, dimostrando una freddezza che ormai sembra caratterizzarlo. Mentre altri vacillavano, lui ha mantenuto il controllo, consolidando la sua leadership. La fuga, questa volta, ha avuto successo anche perché il gruppo, distratto dagli incidenti di percorso, ha perso compattezza negli ultimi chilometri.
Asgreen, già vincitore delle Fiandre nel 2021, ha firmato una delle imprese più brillanti di questo Giro. Partito all’attacco fin dalle prime ore insieme a Marcellusi, Maestri, Meintjes e Clement, ha gestito l’azione con maestria, sferrando l’allungo decisivo a sei chilometri dal traguardo. Un trionfo che conferma la sua classe e la capacità di leggere le corse, qualità che lo rendono uno dei corridori più pericolosi in questo tipo di scenari.
Diverso il destino di Ciccone, precipitato al ventisettesimo posto della generale dopo la caduta a 20 chilometri dall’arrivo. Nonostante il dolore al fianco destro, l’abruzzese è riuscito a rimontare in sella con l’aiuto dei compagni, ma le condizioni fisiche lasciano dubbi sulla sua permanenza nella corsa. Un episodio che ha riacceso il dibattito sulla pericolosità di certi tratti, soprattutto in condizioni meteo avverse.




