Intel annuncia i nuovi Core Ultra 200S Plus, più core e prezzi competitivi per la sfida ad AMD

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Redazione Scienza e Tecnologia Redazione Scienza e Tecnologia   -   Il panorama dei processori desktop si arricchisce di un nuovo capitolo con l’annuncio ufficiale, arrivato nella giornata di oggi, della famiglia Intel Core Ultra 200S Plus, un aggiornamento della generazione Arrow Lake che l’azienda di Santa Clara ha deciso di proporre con una strategia di mercato piuttosto chiara e, per certi versi, aggressiva. Non si tratta, è bene sottolinearlo fin da subito, di una rivoluzione architettonica, bensì di un’operazione di “refinement” mirata, un concetto che Intel stessa intende codificare con il suffisso “Plus” per indicare, in futuro, l’espressione più matura e performante di una data generazione di processori prima del passaggio alla successiva. I primi due modelli a debuttare, e la scelta non pare affatto casuale, sono il Core Ultra 7 270K Plus e il Core Ultra 5 250K Plus, due chip che vanno a posizionarsi in fasce di mercato – quella degli appassionati e quella mainstream – dove la pressione competitiva di AMD, forte del successo dei suoi Ryzen 9000 e in particolare dei chip con tecnologia 3D V-Cache, si è fatta negli ultimi mesi particolarmente intensa.

Più core e frequenze ritoccate per rispondere alle lacune iniziali

L’intervento principale operato da Intel su questi nuovi processori riguarda l’incremento del numero di core, una mossa che va a tamponare una delle criticità che avevano caratterizzato il lancio dei primi Arrow Lake, talvolta penalizzati in scenari multitasking e in alcuni carichi di lavoro professionali rispetto alle proposte della concorrenza. Il Core Ultra 7 270K Plus, in particolare, vede crescere il proprio count di core efficiency, passando dagli otto core del modello precedente a sedici: la configurazione finale è quindi di 8 Performance-core e 16 Efficient-core, per un totale di 24 core e 24 thread, la stessa identica dotazione del fratello maggiore Core Ultra 9 285K. L’incremento è simile anche per il Core Ultra 5 250K Plus, che ora dispone di 6 P-core e 12 E-core per un totale di 18 core, laddove il predecessore fermava il conto a 14 unità complessive. A queste modifiche nella composizione si aggiunge un deciso aumento della frequenza del collegamento die-to-die, quel ponte di comunicazione tra i vari tile che compongono il processore, la cui velocità è stata incrementata fino a 900 MHz, un dettaglio tecnico non secondario perché incide direttamente sulla latenza complessiva del sistema e, di riflesso, sulle prestazioni nei videogiochi, dove ogni ciclo di clock in più può fare la differenza.

La novità software e il supporto alla memoria più veloce

Oltre agli adattamenti prettamente hardware, Intel affianca una novità che risiede nel software, e che potrebbe rivelarsi nel medio periodo altrettanto strategica: si tratta del cosiddetto Intel Binary Optimization Tool, un layer di ottimizzazione che agisce direttamente sul codice binario delle applicazioni. L’obiettivo dichiarato, e la scommessa tecnica, è quello di riuscire a migliorare le prestazioni in specifici giochi intervenendo a basso livello, anche laddove il Titolo in questione sia stato originariamente sviluppato e ottimizzato per architetture concorrenti o per console, un’eventualità questa che, stando ai dati diffusi dall’azienda, porterebbe a incrementi prestazionali a volte anche superiori al venti per cento in alcuni titoli come Shadow of the Tomb Raider. Sul fronte delle memorie, i nuovi processori abbandonano il supporto nativo a DDR5-6400 per abbracciare ufficialmente il profilo DDR5-7200, con la possibilità, per chi volesse spingersi oltre, di utilizzare i profili Boost di Intel per arrivare fino a 8000 MT/s, mantenendo la garanzia sul funzionamento. C’è poi l’apertura ai nuovi moduli 4-Rank CUDIMM, una tecnologia emergente che promette di combinare alte capacità, fino a 128 GB per modulo, con le basse latenze tipiche delle memorie pensate per il gaming, e che potrebbe trovare spazio nelle configurazioni più estreme degli utenti più esigenti.

Prezzi competitivi e disponibilità immediata

Se le specifiche tecniche rappresentano un indubbio passo avanti, è sul fronte dei prezzi che la mossa di Intel si fa più interessante e, probabilmente, più chiara nel disegno strategico. Il Core Ultra 7 270K Plus, che andrà a sostituire di fatto il 265K, viene proposto a un prezzo suggerito di 299 dollari, una cifra sensibilmente inferiore ai 394 dollari del lancio del modello precedente, una riduzione che, in termini percentuali, è tutt’altro che trascurabile. Analogamente, il Core Ultra 5 250K Plus parte da 199 dollari, posizionandosi al di sotto dei 309 dollari del 245K, in quella che appare una chiara volontà di rendersi appetibili in una fascia di mercato, quella attorno ai duecento dollari, storicamente molto sensibile al rapporto prezzo-prestazioni. Entrambi i processori saranno disponibili all’acquisto a partire dal 26 marzo, e la piena compatibilità con le attuali motherboard chipser 800 series già in commercio, un dettaglio da non sottovalutare, facilita la vita a chi volesse aggiornare la propria configurazione senza dover sostituire l’intera piattaforma, un aspetto che in passato non era sempre scontato e che aveva talvolta rallentato l’adozione delle nuove CPU da parte degli utenti finali.

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