Tony Effe escluso dal concertone di Roma, polemiche e reazioni
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Cultura e Spettacolo
-
A 29 anni, il parmigiano Giammarco Barbieri, manager di Tony Effe, si trova a gestire una delle situazioni più controverse della carriera del trapper. Tony Effe, infatti, è stato escluso dal concertone di Capodanno a Roma, decisione che ha suscitato grande stupore e polemiche. Barbieri racconta che, nonostante le numerose proposte ricevute per la serata, l'invito al concertone era stato accolto con entusiasmo, rendendo l'esclusione ancora più sorprendente.
Il Codacons ha richiesto la cancellazione dalla scaletta dei brani ritenuti "violenti", tra cui 'DM', 'Mi piace', 'Dopo le 4', 'Miu Miu', 'Il Doc 2' e 'Taxi sulla luna'. Questa richiesta ha riacceso il dibattito sulla censura e sulla libertà artistica, con il leader del Popolo della Famiglia, Mario Adinolfi, che ha paragonato la situazione di Tony Effe a quella di Boy George, sottolineando come quest'ultimo, nonostante una fedina penale più lunga, sia stato comunque invitato a esibirsi.
Barbieri difende il suo assistito, affermando che i testi di Tony Effe non sono molto diversi da quelli di band storiche come i Rolling Stones e i Sex Pistols, le cui canzoni, pur contenendo tematiche simili, sono state acclamate e fanno parte della cultura musicale di generazioni passate. Il manager sottolinea come queste band abbiano composto la storia della musica attuale, con brani che i nostri genitori e nonni hanno cantato a squarciagola e che ancora oggi sono ricordati con affetto.
Nonostante le polemiche, il Comune di Roma ha deciso di organizzare la serata con altri performer, tra cui il dj Gabri Ponte, la PFM, l'Orchestraccia e, notizia delle ultime ore, i Culture Club, band culto degli anni '80.




