Formula 1, Antonelli verso Madrid: "Fare la pole e scappare via"

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Il piatto di pasta più speciale della sua vita Kimi Antonelli lo ha mangiato domenica sera, dopo la vittoria di Monza. Spaghetti al ragù direttamente dentro al trofeo conquistato al termine di una rimonta che lo ha portato dalla 19ª posizione al gradino più alto del podio. "Non erano gli spaghetti al ragù più buoni che io abbia mai mangiato, ma erano decisamente i più speciali", ha raccontato il ventenne della Mercedes appena arrivato a Madrid, dove questo fine settimana debutterà il nuovo circuito cittadino Madring.

Il pilota italiano non si è ancora completamente reso conto di quanto accaduto: da una parte è meglio così, perché si è subito concentrato sul preparare il fine settimana di gara, mentre dall'altra parte un po' gli dispiace non aver festeggiato a dovere. Dopo la gara in Spagna avrà però una settimana libera e potrà godersela un po' di più.

Il trionfo di Monza e il primato in classifica

La vittoria sul circuito brianzolo ha permesso al pilota della Mercedes di allungare ulteriormente il proprio vantaggio nella classifica iridata. Il trionfo è arrivato al termine di una rimonta straordinaria, con Antonelli che è riuscito a risalire dalla diciannovesima posizione fino al primo gradino del podio, precedendo il compagno di squadra George Russell. Un risultato che consolida la sua posizione di leader del campionato con 66 punti di vantaggio sul britannico, mentre la Mercedes allunga in vetta alla classifica costruttori.

Si tratta del settimo successo stagionale per il ventenne, che ha così superato il traguardo della metà delle gare vinte sui tredici appuntamenti finora disputati. La doppietta conquistata nel Tempio della Velocità ha rappresentato uno dei momenti migliori della stagione per la scuderia di Brackley.

Un giorno di riposo sui kart

È stata solo una, infatti, la giornata libera per il pilota italiano, che lunedì ha deciso di celebrare il successo in casa con una giornata sui kart insieme a tutto il suo team. Martedì era già in Inghilterra al simulatore, ma lunedì se la sono goduta, ovviamente in pista. "Era da gennaio che non giravo con i kart da gara e alla fine della giornata ero distrutto, anche perché venivo da un weekend bello impegnativo", ha spiegato il ventenne. "Però alla fine è stato bello passare del tempo con tutti i ragazzi della squadra e con la famiglia, un modo per divertirci come piace a noi".

L'iniziativa ha destato qualche preoccupazione nel team principal Toto Wolff, il quale ha rivelato di avere con la squadra una lunga storia di incidenti durante attività fuori dalla pista. "Sì sì, lo confermo – ha detto il pilota ridendo – mi ha anche mandato un messaggio per sapere se era tutto ok ma l'ho visto solo alla sera. Comunque io giravo praticamente da solo, ho fatto qualche sessione con i meccanici ma solo per girare un po' insieme, sono andato piuttosto rilassato".

Il nuovo circuito Madring di Madrid

La pista spagnola, che sorge tra la zona fieristica Ifema e il quartiere di Valdebebas, si estende per 5,4 chilometri e presenta 22 curve. Il tracciato è un circuito cittadino ma non urbano, con solo 1.300 metri di strada pubblica sui 5.400 complessivi del percorso. La curva più attesa è la Monumental, una parabolica sopraelevata con un'inclinazione del 24% e una lunghezza di 550 metri, disegnata come una Plaza de Toros, attorno alla quale troveranno posto 45.000 spettatori.

Il layout presenta curve veloci che ricordano Jeddah, una sopraelevata destrorsa ispirata a Zandvoort e un tratto conclusivo con tre curve a 90° che richiama Sochi. Madring ha firmato un contratto con la Formula 1 fino al 2035 e rappresenta la sesta sede differente nella storia del Gran Premio di Spagna dopo Pedralbes, Jarama, Montjuic, Jerez e Barcellona.

Le insidie del tracciato spagnolo

Per il pilota italiano l'obiettivo è chiaro: chiudere il campionato con lo stesso slancio positivo avuto fino ad ora. "Non cambia il mio atteggiamento, io continuo a fare le cose come le ho fatte per tutto l'anno. Penso solo a Madrid, che è una pista complicata dove non sarà facile adattarsi perché siamo tutti qui per la prima volta". L'esperienza al simulatore ha fornito una prima impressione, ma le prove libere saranno cruciali per tutti, per capire quanto ci si può spingere. Il paragone è con Jeddah: "È un cittadino con i muri vicinissimi, ma con ancora meno margine di errore rispetto a lì".

La pista è complicata non solo sotto l'aspetto della guida ma anche per il setup, perché ci sono tutti i tipi di curve, alcune lente, altre veloci, con tanti tipi di frenate e la necessità per la monoposto di assorbire bene i cordoli. "Ci sarà parecchio lavoro da fare sia per noi piloti che per gli ingegneri, ma è una bella sfida soprattutto per il sabato".

La strategia per il fine settimana

La qualifica potrebbe diventare decisiva su un circuito dove i sorpassi, almeno sulla carta, non saranno semplici. La pit-lane è lunghissima e il rettilineo quasi non esiste: dopo il via c'è subito una staccata da 90 gradi a sinistra e una chicane veloce, rendendo le manovre di attacco difficilissime. Il piano del pilota italiano è semplice e diretto: "Fare la pole, mettersi là davanti e scappare via". Un obiettivo ambizioso che richiederà un weekend di lavoro perfetto da parte di tutto il team.

L'asfalto nuovo ed estremamente vischioso dovrebbe aiutare la Mercedes, che rispetto a McLaren e Ferrari soffre sulle piste ad alto degrado o dove serve massima ala, compensando un po' la mancanza di carico aerodinamico. Pirelli porterà la gamma centrale delle sue gomme, la C2, C3 e C4, proprio in virtù dei carichi attesi sui pneumatici, con alte temperature che potrebbero rendere necessaria una gara a due soste per proteggere le coperture.

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