Scampia, il branco si nasconde dietro un pretesto: 14enne accoltellato nei bagni della scuola
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Redazione Interno
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È successo all’interno di un istituto scolastico, in viale della Resistenza, dove il contesto educativo si è improvvisamente trasformato in teatro di una violenza che non lascia spazio a fraintesi. I carabinieri della locale stazione sono intervenuti dopo la segnalazione della dirigente scolastica dell’istituto “Pontano delle Arti e dei Mestieri”, una chiamata che ha permesso di avviare le operazioni di soccorso mentre la vittima, un ragazzo di 14 anni, era ancora in preda a un forte stato di ansia. Dalle prime verifiche, condotte dai militari con il supporto determinante della preside, è emersa una dinamica che si discosta nettamente dall’idea di un alterco improvviso: il 17enne, secondo quanto ricostruito, avrebbe attirato il 14enne nei servizi igienici con un pretesto, trasformando quei pochi metri di corridoio in una trappola. Un meccanismo, questo, che gli investigatori hanno descritto come lontano da una rissa spontanea, avvicinandosi piuttosto alle caratteristiche di un agguato, seppur orchestrato da giovanissimi.
A sottolineare la gravità di quanto accaduto è stato il prefetto di Napoli, Michele di Bari, che ha raggiunto la struttura scolastica insieme al questore e ai comandanti provinciali dell’Arma e della Guardia di Finanza. Una presenza istituzionale voluta non solo per prendere contezza dei fatti, ma anche per manifestare vicinanza a un luogo che per vocazione dovrebbe rappresentare un’area protetta. “Ciò che è successo stupisce per la ferocia, per l’istinto”, ha dichiarato il prefetto, definendo l’episodio come una vicenda di “inaudita gravità”. Le sue parole tracciano il confine di un fenomeno che, a Scampia, ha trovato nella complicità di un contesto protetto – i bagni della scuola – il suo teatro più inquietante. La tempestività con cui la dirigente scolastica ha allertato le forze dell’ordine, intervenendo in prima persona anche per soccorrere l’alunno, ha evitato conseguenze ancora più gravi, ma non ha cancellato la lucidità con cui i due minorenni avrebbero agito.
Le indagini dei carabinieri hanno portato alla denuncia di due minorenni, un 17enne e un altro giovane, entrambi coinvolti nella vicenda che ha ferito il quattordicenne con un’arma da taglio. Se la versione iniziale parlava di un “gioco finito male”, gli sviluppi investigativi hanno invece orientato la ricostruzione verso modalità più simili a quelle di un atto premeditato, se non addirittura a un agguato. Un’evoluzione che ha costretto la stessa comunità scolastica a interrogarsi sulla natura dei legami tra gli studenti, sulla fragilità di una fascia d’età spesso abbandonata a se stessa quando varca i cancelli. La dirigente Anna Florio, che si è subito spesa nel prestare i primi soccorsi e nel collaborare con i militari, ha richiamato la necessità di mantenere un dialogo aperto con le famiglie, descrivendo la scuola non solo come luogo di formazione ma come presidio di legalità e pari opportunità. Un messaggio che cerca di arginare il senso di smarrimento lasciato da un'aggressione maturata, secondo l'accusa, con una freddezza che poco ha a che fare con l’età degli indagati.




