Fulmini e regole, a Miami la F1 prova a ripartire tra temporali e chance mondiali
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Redazione Sport
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Il lungo stop forzato, quello che ha cancellato i gran premi in Bahrain e Arabia Saudita gettando un’ombra (ancora una volta) geopolitica sul circus, non ha paralizzato i motori. Anzi. Quella pausa inattesa, arrivata subito dopo la trasferta orientale conclusasi in Giappone, ha finito per trasformarsi in un’acceleratore di sviluppi tecnici: ingegneri e tecnici, invece di restare con le mani in mano, hanno avuto settimane extra per cesellare i pacchetti aerodinamici e limare i propulsori. Il risultato è che il Gran Premio di Miami, in programma sull’asfalto che avvolge l’Hard Rock Stadium, si presenta come una sorta di ripartenza della stagione, un banco di prova cruciale per capire se le gerarchie viste finora (Mercedes in testa, Ferrari e McLaren a caccia) siano destinate a cambiare o a consolidarsi.
Il meteo e la minaccia dei fulmini: uno scenario tropicale per la gara domenicale
Se venerdì e sabato, con qualifiche e gara Sprint, il sole e le alte temperature dovrebbero garantire regolarità, il vero punto interrogativo si addensa sulla domenica. Le previsioni indicano l’arrivo di un temporale tropicale; la pioggia, certo, è un conto, ma la minaccia più seria è rappresentata dai fulmini. Le severe norme di sicurezza vigenti in Florida impongono la sospensione immediata di qualsiasi evento sportivo all’aperto al primo bagliore di un lampo nelle vicinanze. Una circostanza, questa, che potrebbe non solo bagnare la pista, ma addirittura compromettere lo svolgimento del Gran Premio. La direzione gara, in quel caso, avrebbe la facoltà di ritardare o cancellare la corsa, un rischio concreto che aleggia sul paddock americano.
Antonelli e l’ossessione per la partenza: oltre cento test al simulatore
In testa al mondiale, nonostante una giovane età che spesso viene sottolineata come un limite, Andrea Kimi Antonelli si presenta in Florida con la consapevolezza di dover lavorare sui dettagli (anche quelli più noiosi). Il tallone d’Achille, finora, è stato lo start: partire lentamente in griglia, in un campionato dove l’elettronica la fa da padrona, genera situazioni pericolose e fa perdere posizioni preziose. Per questo, durante la lunga sosta, il pilota della Mercedes ha letteralmente “abituato” il braccio alla fatica: «Ne avrò fatte 100-150 al simulatore» ha raccontato, ammettendo che alla fine gli faceva male l’avambraccio. Le modifiche alla leva della frizione arriveranno solo dal Canada, ma nel frattempo il team ha trovato un compromesso per questo weekend; l’obiettivo è evitare quelle ripartenze al rallentatore che finora hanno complicato la vita al leader della classifica.
Leclerc e la Ferrari: «Il gap dalla Mercedes è troppo ampio»
Se a Maranello si portano aggiornamenti sostanziali (lavoro svolto sia sul fronte aerodinamico che su quello della power unit), il realismo di Charles Leclerc ha raffreddato gli entusiasmi. Il monegasco, che nei primi anni in rosso era spesso l’apripista degli ottimisti a tutti i costi, ha virato verso un’analisi più schietta e matura. «La maggior parte delle squadre avrà a disposizione monoposto quasi completamente nuove» ha spiegato, «ma dubito che questo cambierà in modo significativo le gerarchie viste dall’inizio dell’anno». Secondo Leclerc, la McLaren è nel mirino e gli aggiornamenti potrebbero fare la differenza nella lotta diretta, ma riguardo al distacco dalla Mercedes la pensa diversamente: «Il loro vantaggio è ancora troppo ampio per pensare di colmarlo solo con gli aggiornamenti di questo weekend». Un’ammissione, la sua, che trasforma Miami in un laboratorio più che in una resa dei conti, utile a indirizzare lo sviluppo futuro senza false illusioni.
La FIA cambia le regole in corsa: niente “boost” sotto l’acqua e meno “saving” in qualifica
La Federazione, approfittando del mese di stop, ha limato alcuni spigoli del nuovo regolamento tecnico (quello che ha introdotto le power unit altamente elettrificate). Per evitare quei fastidiosi rallentamenti in curva che servivano per accumulare energia nei rettilinei (un paradosso che penalizzava il talento di guida), è stato modificato il recupero di potenza. Inoltre, per rispondere alle preoccupazioni sulla sicurezza sollevate dopo l’incidente di Bearman in Giappone, la gestione della MGU-K è stata rimodulata: piena potenza in uscita di curva e in zona sorpassi, potenza ridotta altrove. E c’è di più: in caso di pioggia, scatta un ulteriore correttivo. «Sotto l’acqua non sarà più possibile utilizzare la modalità boost» confermano dalla Gazzetta, una decisione presa per ridurre le differenze di velocità tra le vetture (e quindi il rischio) quando il grip è ridotto al minimo. Le luci posteriori sono state rese più chiare per migliorare la visibilità nella “spray” sollevata dagli pneumatici, mentre è stato introdotto un sistema di rilevamento della bassa potenza in partenza che attiverà segnali visivi per avvertire i piloti che seguono. Tutte modifiche che debutteranno ufficialmente su questo circuito americano, rendendo la sfida di domenica (se si correrà) anche un test inedito per la nuova era tecnica.
Meta Description: Fulmini minacciano il GP di Miami, Antonelli prova 150 partenze al simulatore e Leclerc avverte: il gap dalla Mercedes resta troppo ampio per gli aggiornamenti.




