Daniele Compatangelo è morto a Washington, addio al corrispondente La7

Daniele Compatangelo è morto a Washington, addio al corrispondente La7
Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   Daniele Compatangelo è morto a Washington, dove lavorava come corrispondente di La7 e raccontava ogni giorno i retroscena della politica americana. Il giornalista è stato trovato senza vita nella sua abitazione ad Arlington, vicino alla capitale statunitense, e secondo quanto riferito da fonti vicine alla famiglia il decesso sarebbe avvenuto a causa di un infarto. La notizia della scomparsa arriva dopo una carriera costruita tra televisione, informazione internazionale e presenza quotidiana dalla sala stampa della Casa Bianca.

Compatangelo era diventato noto al grande pubblico anche per uno scoop realizzato per il programma “L’Aria che tira” su La7, quando aveva telefonato a Donald Trump ottenendo dichiarazioni su Giorgia Meloni e sul G7. Le parole del presidente americano, secondo cui la premier italiana lo avrebbe «implorato per una foto», avevano provocato la risposta della presidente del Consiglio e avevano avuto una forte diffusione internazionale. Quell’episodio aveva portato il nome del corrispondente italiano all’attenzione dei media di diversi Paesi.

Il lavoro di Daniele Compatangelo dalla Casa Bianca

Ogni mattina Daniele Compatangelo era presente dal vialetto che conduceva alla sala stampa della Casa Bianca, spesso prima dell’alba, per raccontare gli sviluppi della politica statunitense. Il suo stile era leggero e immediato, con un approccio che aveva richiamato per alcuni aspetti il modo di comunicare di Paolo Brosio ai tempi di Mani Pulite, senza però perdere la precisione richiesta dal lavoro di un cronista internazionale. La sua attività lo aveva portato a conquistare un posto nella sala stampa più ambita del mondo, seguendo da vicino gli eventi legati all’amministrazione americana.

Nel novembre 2025 Compatangelo aveva assunto anche il ruolo di presidente della White House Foreign Correspondents' Association (WHFCA), l’associazione che riunisce i corrispondenti impegnati nella copertura della politica governativa degli Stati Uniti. La sua esperienza si era concentrata soprattutto sugli affari europei e mediorientali, ambiti nei quali aveva maturato una lunga attività giornalistica. In Italia collaborava con diverse realtà dell’informazione, tra cui La7, Sky Tg24 e Tv2000.

La carriera e gli inizi nel giornalismo

Daniele Compatangelo era nato professionalmente tra giornalismo e comunicazione alla fine degli anni Novanta, dopo gli studi universitari a Torino. Nella città piemontese aveva conseguito la laurea in Giurisprudenza con una tesi dedicata alla riforma del Coni, prima di avviare un percorso che lo avrebbe portato a seguire anche grandi eventi sportivi internazionali. La sua carriera aveva unito interessi diversi, dalla politica estera allo sport, fino al ruolo di inviato e corrispondente dagli Stati Uniti.

Il giornalista, scomparso a 50 anni, era anche cittadino americano. Dopo il ritrovamento del corpo nella sua abitazione di Arlington, la polizia ha avviato gli accertamenti necessari e la famiglia è stata informata della morte. Secondo le informazioni diffuse, proprio la cittadinanza statunitense faceva sì che le autorità americane non fossero tenute a informare l’ambasciata italiana a Washington.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.