Nuova scossa di magnitudo 6 in Giappone, il secondo terremoto in poche ore dopo i feriti di Tokyo
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Redazione Esteri
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Non si placa la terra in Giappone, dove una nuova e potente scossa di magnitudo 6 è stata registrata al largo dell'isola di Hokkaido, a poche ore di distanza dal sisma che aveva già scosso l'area metropolitana di Tokyo. Il terremoto, avvenuto nella serata locale, ha riacceso l'attenzione sulla fragilità sismica dell'arcipelago, sebbene le autorità abbiano immediatamente escluso il rischio di tsunami per entrambi gli eventi.
La scossa, localizzata dall'Agenzia meteorologica giapponese (Jma), ha avuto il suo epicentro nelle acque antistanti Urakawa, lungo le coste settentrionali di Hokkaido, e ha raggiunto una profondità di circa 40 chilometri, una caratteristica, quest'ultima, che ne ha attenuato parzialmente gli effetti più distruttivi sulla terraferma.
La sequenza sismica e i danni nella regione di Tokyo
L'evento tellurico che ha preceduto la scossa di Hokkaido, verificatosi nelle prime ore di domenica, aveva già messo a dura prova la popolazione della capitale e delle prefetture vicine, con una magnitudo di 5,9 che ha provocato il panico e numerosi disagi. Le scosse, distintamente avvertite dagli abitanti dei grattacieli di Tokyo, hanno causato l'interruzione temporanea di alcune linee ferroviarie, gettando nel caos la mobilità di milioni di pendolari.
Secondo un bilancio provvisorio diffuso dai soccorsi, si contano almeno 37 feriti, per la maggior parte a causa della caduta di oggetti o per fughe precipitose nelle scale; nessuna delle persone coinvoltre avrebbe riportato lesioni gravi, ma il dato è destinato a essere aggiornato nelle prossime ore. Le autorità locali hanno prontamente attivato i sistemi di allerta nazionale, che comprendono annunci pubblici diffusi tramite altoparlanti, sirene stradali e messaggi di emergenza inviati direttamente sugli smartphone dei cittadini nelle zone a maggior rischio.
La replica notturna e il monitoraggio sismico
La seconda scossa, quella che ha interessato Hokkaido alle 22.44 ora giapponese (le 15.44 in Italia), è stata registrata con una magnitudo di 6.1 secondo i dati del Centro sismologico europeo-mediterraneo, sebbene l'ente giapponese parli di una magnitudo leggermente inferiore, attestata sul 6.0. La profondità ipocentrale, stimata in circa 41 chilometri, è risultata sufficiente a evitare danni ingenti alle strutture, ma non ha impedito che la terra tremasse con violenza lungo la fascia costiera settentrionale.
In questa seconda occasione, l'Agenzia meteorologica ha ribadito l'assenza di pericoli di tsunami, scongiurando così il rischio di onde anomale che storicamente rappresentano la minaccia più letale per le comunità costiere giapponesi. Le immagini che circolano sui social media, sebbene non verificate ufficialmente, mostrano lampadari che oscillano e strutture che vibrano, testimoniando l'intensità del fenomeno anche a distanza di centinaia di chilometri dall'epicentro.
Il protocollo di emergenza e la risposta delle istituzioni
Il Giappone, situato lungo la celebre cintura di fuoco del Pacifico, è abituato a convivere con una costante attività sismica che lo rende uno dei Paesi più preparati al mondo per quanto riguarda la gestione delle emergenze. Le scosse di magnitudo 5,9 e 6,1, pur rappresentando eventi significativi, rientrano in una casistica per la quale il sistema di prevenzione nipponico è collaudato; gli edifici, costruiti secondo rigidi standard antisismici, hanno retto l'urto senza subire crolli, e i servizi di soccorso sono stati mobilitati con tempestività per gestire le situazioni di maggiore criticità.
Mentre i tecnici continuano a monitorare l'evoluzione della sequenza sismica per escludere ulteriori repliche pericolose, la popolazione delle aree coinvolte è stata invitata a mantenere la calma e a prestare attenzione a eventuali crepe nelle abitazioni o a danni alle infrastrutture idriche ed elettriche. La protezione civile giapponese ha comunque ribadito che, al momento, non si registrano anomalie negli impianti nucleari della regione, un aspetto che, a distanza di anni dal disastro di Fukushima, rimane sempre al centro dell'attenzione pubblica.
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