Bonus nuovi nati 2026, da aprile le domande per i mille euro una tantum
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Redazione Interno
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Dal 14 aprile, con la pubblicazione del messaggio numero 1268, l’Inps ha ufficialmente aperto il portale per richiedere il cosiddetto Bonus nuovi nati 2026, quel contributo una tantum da mille euro che – lo ricordiamo – era stato inizialmente pensato per l’anno precedente ma che, complice una serie di slittamenti tecnici, è stato confermato e rifinanziato per i nati, gli adottati o i minori in affidamento preadottivo tra il 1° gennaio e il 31 dicembre di quest’anno. La misura, prevista dall’articolo 1, commi da 206 a 208 della legge numero 207 del 2024, si propone di alleggerire le spese familiari nei primi mesi di vita del bambino, senza però creare automatismi: chiunque voglia ottenere i mille euro deve compilare e inviare un’apposita istanza telematica, direttamente dal sito dell’istituto di previdenza.
Come si presenta la domanda e chi può richiederla
La procedura, interamente digitalizzata, richiede l’accesso con le proprie credenziali (Spid, Cie o Cns) all’area riservata Inps, dove si trova il modulo dedicato al “Bonus nuovi nati 2026”. Una volta dentro, il sistema guida il richiedente attraverso una serie di campi precompilati, ma è bene verificare che i dati anagrafici del minore – quelli relativi alla nascita o al provvedimento di adozione – corrispondano esattamente a quanto registrato all’anagrafe nazionale. Non serve allegare documenti aggiuntivi, perché l’Inps effettua i controlli incrociati in autonomia; tuttavia, in caso di discordanze, la pratica potrebbe bloccarsi e richiedere una successiva integrazione. Possono presentare domanda entrambi i genitori, ma anche chi esercita la responsabilità genitoriale o il tutore, purché il nucleo familiare rispetti un limite Isee non superiore ai quarantamila euro.
La cifra, le modalità di erogazione e l’Isee da non superare
L’importo netto, ribadiamolo, è di mille euro per ogni figlio che rientra nel periodo indicato, e verrà erogato tramite una carta prepagata – non bonifico né assegno – caricata dall’istituto stesso. Attenzione: il bonus non è cumulabile con altre misure analoghe a livello regionale o comunale? In realtà la legge non lo vieta espressamente, ma sarà poi l’Inps a verificare eventuali doppi finanziamenti sulla stessa voce di spesa. Quanto all’Isee, quello valido ai fini della richiesta deve essere stato calcolato con il modello ordinario, non serve quello corrente né l’Isee universitario; e il tetto dei quarantamila euro, va detto, è stato oggetto di alcune polemiche nei mesi scorsi perché taglia fuori le famiglie con redditi medi, ma al momento non risultano modifiche all’impianto originario della norma.
Cosa fare in caso di adozioni o affidamenti preadottivi
Per i minori adottati o in affido preadottivo – situazione, questa, che comporta spesso tempistiche lunghe e incerte – il requisito temporale si sposta: ciò che conta è la data del provvedimento definitivo di adozione o dell’ingresso in famiglia per l’affidamento, purché compresa tra il 1° gennaio e il 31 dicembre 2026. Il genitore adottivo dovrà indicare nel modulo il numero e la data del decreto emesso dal tribunale per i minorenni, mentre l’Inps si riserva di effettuare verifiche documentali a campione. Non sono previste sanzioni per chi dichiara il falso, al di là della restituzione dell’eventuale somma indebitamente percepita, ma le frodi accertate potrebbero comunque essere segnalate alla procura della Repubblica, come accaduto in passato per altre prestazioni una tantum.




