Sindaco di Poggiomarino accusato di voto di scambio
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Redazione Interno
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Nelle prime ore del mattino, i carabinieri del Gruppo di Torre Annunziata hanno eseguito un'ordinanza di custodia cautelare emessa dal giudice per le indagini preliminari di Napoli, coinvolgendo il sindaco di Poggiomarino, Maurizio Falanga, il suo vice Luigi Belcuore e Franco Carillo, ritenuto intermediario tra la politica e il boss Rosario Giugliano. Quest'ultimo, oggi collaboratore di giustizia, avrebbe avuto una videochiamata con il sindaco mentre era detenuto in carcere.
Le indagini della Direzione distrettuale antimafia partenopea, condotte dai carabinieri di Torre Annunziata, hanno rivelato che per l'elezione di Falanga, avvenuta nel settembre 2020, esponenti della camorra avrebbero esercitato la propria forza di intimidazione per condizionare il voto, dietro la promessa dell'affidamento di appalti pubblici. Le dichiarazioni agli inquirenti di Raffaele Carrillo, altro collaboratore di giustizia, hanno ulteriormente aggravato la posizione del sindaco e dei suoi collaboratori.
L'arresto del sindaco Falanga e del suo vice segna una svolta drammatica nella storia politica di Poggiomarino. Le accuse di voto di scambio e la presunta connivenza con la camorra gettano un'ombra pesante sull'amministrazione locale, sollevando interrogativi sulla trasparenza e l'integrità delle elezioni. La vicenda, che ha scosso profondamente la cittadina, mette in luce il pericolo della commistione tra politica e criminalità organizzata, un fenomeno che continua a minare la fiducia dei cittadini nelle istituzioni.
La misura cautelare eseguita oggi rappresenta solo l'ultimo capitolo di un'inchiesta complessa e articolata, che potrebbe avere ripercussioni significative sul futuro politico e istituzionale di Poggiomarino.




