Sindaco e vice arrestati a Poggiomarino, il boss controllava la coalizione
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Redazione Interno
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POGGIOMARINO – Rosario Giugliano, noto boss della camorra, ha rivelato durante un interrogatorio del 4 ottobre 2023, di aver avuto il controllo della coalizione di centrodestra nelle elezioni comunali del 20 e 21 settembre 2020. Giugliano, soprannominato 'o Minorenne, ha dichiarato di aver garantito l'appoggio di Franco Carillo, rappresentante dei moderati, e di Luigi Belcuore, esponente di Fratelli d'Italia, per sostenere la candidatura di Maurizio Falanga a sindaco.
L'inchiesta sul voto di scambio politico-mafioso, condotta dai carabinieri di Torre Annunziata e coordinata dalla Dda di Napoli, ha portato agli arresti domiciliari il sindaco Falanga, il suo vice Belcuore e l'imprenditore Carillo. Le indagini, supportate dalle dichiarazioni di alcuni collaboratori di giustizia, hanno svelato come Giugliano, dopo aver scontato trent'anni di carcere, avesse esteso la sua influenza anche nell'Agro nocerino, stringendo alleanze con il clan D'Auria Fezza di Pagani e altri gruppi locali.
Tra gli atti dell'inchiesta, emerge una videochiamata tra Giugliano, all'epoca detenuto, e il sindaco Falanga, che testimonia il legame tra il boss e l'amministrazione comunale. Giugliano ha raccontato di aver partecipato a summit nella mansarda di Pagani, dove si discuteva di come impossessarsi degli appalti comunali e dei cantieri finanziati con i fondi del Pnrr. Durante questi incontri, fu deciso di non far candidare una giovane leader di Forza Italia, per lasciare campo libero agli uomini scelti dal clan.
L'inchiesta ha inoltre rivelato che Giugliano, già noto per estorsioni a imprenditori di Nocera, Pagani, San Marzano sul Sarno e Scafati, aveva tentato l'omicidio di Carmine Amoruso a San Marzano nel 2021, per il quale è stato condannato insieme a un incensurato paganese.




