Bonus retrofit auto, la conversione a GPL e metano resta conveniente: cosa cambia nel 2027

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La macchina va ancora bene, il motore non dà problemi, ma ogni pieno pesa sul portafoglio più del previsto. È lo scenario di milioni di automobilisti italiani, per i quali esiste una via di mezzo tra sopportare i costi attuali e firmare per un'auto nuova: il retrofit, ossia la conversione dell'impianto di alimentazione a GPL o metano. Lo Stato sostiene questa soluzione con il bonus retrofit auto, un contributo che non impone di rottamare nulla e che resta operativo ben oltre il 2026, con risorse in crescita a partire dal 2027.

Quanto vale lo sconto e chi può accedere

L'importo del contributo non dipende da quanto si spende in officina, ma da cosa si installa. Per un impianto a GPL lo sconto è di 400 euro, mentre per il metano si arriva a 800 euro. Si tratta di una cifra fissa, non di una percentuale: che l'installatore chieda tanto o poco, il beneficio statale resta identico. Un impianto GPL da 2.000 euro, ad esempio, scende a 1.600 euro al netto delle spese accessorie.

La platea dei beneficiari è ampia: possono accedere tanto le persone fisiche quanto le persone giuridiche, con l'unica esclusione delle società che commerciano autoveicoli di categoria M1, cioè le normali autovetture. Il veicolo da trasformare deve appartenere proprio a questa categoria e avere una classe ambientale non inferiore a Euro 3. Restano fuori dal programma le auto già alimentate a GPL, metano o bifuel, così come le elettriche, le vetture a idrogeno e le ibride elettrico/idrogeno.

Come funziona la procedura per l'automobilista

La parte più comoda riguarda l'iter burocratico: il proprietario dell'auto non deve presentare alcuna domanda al ministero. Tutto passa dall'installatore, che prenota il contributo sulla piattaforma Ecobonus gestita da Invitalia e applica direttamente lo sconto sul prezzo dell'impianto. Sarà poi il costruttore dell'impianto a rimborsare l'officina, recuperando la somma sotto forma di credito d'imposta nell'esercizio in cui viene aggiornata la carta di circolazione del veicolo.

Ci sono però alcuni paletti da rispettare. L'impianto deve essere nuovo di fabbrica e disporre di un codice di omologazione rilasciato secondo la normativa italiana o conforme al regolamento ONU n. 115. Inoltre, un veicolo che ha già beneficiato dell'Ecobonus non può ottenere anche il contributo retrofit, quindi è bene verificare subito la situazione per evitare prenotazioni respinte. L'intera operazione va conclusa entro 120 giorni dalla prenotazione.

Le risorse fino al 2030 e la corsa alla prenotazione

La dotazione finanziaria segue un percorso preciso. Dopo i 4 milioni di euro stanziati per il 2026, il budget sale a 5 milioni nel 2027 e resta su questo livello anche nel 2028 e nel 2029, per poi scendere a un milione nel 2030. I fondi non sono ripartiti in partenza tra GPL e metano, e il contributo non è garantito a tutti coloro che possiedono i requisiti: si prenota finché c'è disponibilità, poi lo sportello si chiude.

La piattaforma del MIMIT dedicata al retrofit è attiva dal 29 luglio 2026 e copre le installazioni effettuate a partire dal 26 giugno, data di entrata in vigore del decreto. Rispetto alla misura del 2024, che riguardava solo le persone fisiche con veicoli almeno Euro 4, il nuovo provvedimento abbassa la soglia ambientale a Euro 3 ed estende l'accesso anche alle flotte aziendali, ampliando sensibilmente il numero di potenziali beneficiari.

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