Ecobonus veicoli commerciali 2026 e bonus retrofit, via alle prenotazioni: i requisiti

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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il Ministero delle Imprese e del Made in Italy, con il decreto direttoriale del 27 luglio 2026, ha dato il via alla nuova finestra dell'Ecobonus, aprendo ufficialmente le danze per la prenotazione degli incentivi destinati all'acquisto di veicoli commerciali a basse emissioni e per il retrofit a Gpl e metano. Dalle ore 12 di mercoledì 29 luglio, la tanto attesa piattaforma telematica è finalmente online e operativa, e le domande potranno essere inoltrate esclusivamente attraverso il portale ecobonus.mimit.gov.

It, gestito da Invitalia per conto del Ministero. Un'occasione importante, questa, per chi desidera rinnovare il proprio parco veicoli o convertire la propria auto verso alimentazioni più sostenibili, approfittando di un contributo statale che, come vedremo, varia sensibilmente in base alla tipologia di intervento e alle caratteristiche del veicolo interessato.

Come funziona l'ecobonus per i veicoli commerciali a basse emissioni

La prima, e senza dubbio più corposa, misura messa in campo riguarda l'acquisto di veicoli commerciali nuovi a basse emissioni, appartenenti alle categorie N1 e N2. Per il 2026, a questa specifica agevolazione è stata destinata una dotazione finanziaria di 40 milioni di euro, un plafond considerevole che testimonia l'attenzione del legislatore verso un settore nevralgico per l'economia del Paese, come quello del trasporto merci.

Possono beneficiare di questi contributi le piccole e medie imprese che svolgono attività di trasporto di cose, sia in conto proprio che in conto terzi, nonché le società di noleggio che acquistano un veicolo commerciale per concederlo in locazione a una Pmi del settore, a patto che il contratto di noleggio abbia una durata non inferiore ai tre anni.

L'importo del contributo, che viene applicato come sconto diretto sul prezzo di acquisto, non è fisso ma varia in base a tre parametri fondamentali: la massa massima a pieno carico del veicolo, la sua alimentazione e la presenza o meno di un veicolo da rottamare. Per i mezzi ad alimentazione tradizionale o ibrida, la rottamazione di un veicolo della stessa categoria, omologato fino a Euro 4 e intestato da almeno 12 mesi allo stesso soggetto, è un requisito obbligatorio per poter accedere all'incentivo.

In questi casi, il contributo varia da un minimo di 2.000 euro per i veicoli più leggeri fino a un massimo di 10.000 euro per quelli con massa fino a 7,2 tonnellate. La situazione cambia radicalmente per i veicoli elettrici a batteria (Bev) e a idrogeno (Fcev), per i quali l'ecobonus raggiunge cifre decisamente più elevate: senza rottamazione si può ottenere un contributo fino a 16.000 euro, mentre con la rottamazione si arriva fino a 20.000 euro per i mezzi più pesanti.

La rottamazione, in questo caso, non è obbligatoria, ma è richiesto l'impegno a mantenere la proprietà del veicolo per almeno 24 mesi.

Il bonus retrofit per la conversione a Gpl e metano

La seconda misura, destinata a un pubblico più ampio che include sia persone fisiche che giuridiche, è il bonus per il retrofit, ovvero l'incentivo per l'acquisto e l'installazione di un impianto di alimentazione a Gpl o metano su un'autovettura già in circolazione. Il fondo stanziato per questa specifica agevolazione è di 4 milioni di euro per l'anno in corso e il contributo riconosciuto è di importo fisso, a differenza di quanto avviene per i veicoli commerciali: 400 euro per la trasformazione a Gpl e 800 euro per quella a metano.

Il requisito principale per poter accedere al bonus è che il veicolo interessato, che deve essere un'autovettura di categoria M1, sia omologato in una classe ambientale non inferiore a Euro 3. Una novità significativa rispetto al passato, come evidenziato da diverse fonti, è l'estensione della platea dei beneficiari: il contributo non è più riservato esclusivamente alle persone fisiche, ma è ora accessibile anche alle persone giuridiche.

Si apre così la possibilità per le aziende di convertire a gas la propria flotta aziendale, con un vantaggio economico immediato e una riduzione dell'impatto ambientale. Il meccanismo di erogazione del bonus è stato studiato per semplificare la vita al beneficiario finale: l'incentivo viene infatti anticipato dall'installatore sotto forma di sconto sul prezzo dell'impianto e della manodopera.

L'azienda installatrice recupererà poi la somma, mentre le imprese costruttrici degli impianti potranno ottenere un credito d'imposta nell'esercizio in cui viene aggiornata la carta di circolazione del veicolo. Resta fermo il divieto, come precisato dalla normativa, di cumulare questo incentivo con l'Ecobonus per l'acquisto di un veicolo nuovo.

Piattaforma e modalità di prenotazione

La procedura per richiedere entrambi i contributi è centralizzata e passa esclusivamente attraverso il portale dedicato del Mimit, ecobonus.mimit.gov.it, la cui gestione è affidata a Invitalia. Le prenotazioni sono aperte a partire dal 29 luglio 2026, con le risorse che verranno assegnate seguendo l'ordine cronologico di arrivo delle domande, fino a esaurimento dei fondi stabiliti per il 2026.

È importante sottolineare che l'incentivo per il retrofit copre gli interventi effettuati a partire dal 26 giugno 2026, data di entrata in vigore del Dpcm che ha istituito il Fondo Automotive 2026-2030, mentre la finestra per gli acquisti e le installazioni agevolabili si chiuderà idealmente il 31 dicembre 2026 o, prima ancora, al raggiungimento del tetto massimo di spesa.

Non si tratta di un semplice click day, ma di una procedura a sportello che richiede una certa tempestività, specialmente considerando che l'ultima annualità della misura per il retrofit, il 2030, avrà una dotazione finanziaria molto più contenuta.

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