Ecobonus 2026 per furgoni e retrofit, prenotazioni esaurite in meno di un'ora
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Redazione Economia
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La piattaforma online del ministero dei Trasporti ha riaperto i battenti mercoledì 29 luglio alle 12.00 per consentire la prenotazione degli incentivi statali previsti dall'Ecobonus 2026, ma lo stanziamento destinato ai veicoli commerciali a basse emissioni delle categorie N1 e N2 e al retro-equipaggiamento a Gpl e metano per autoveicoli M1 è andato esaurito in pochissime ore.
Le richieste, che si sono accumulate in maniera impressionante fin dai primi minuti di apertura, hanno letteralmente "bruciato" i fondi a disposizione, tanto che la quota di 16 milioni di euro riservata ai furgoni elettrici è stata prenotata integralmente in meno di sessanta minuti.
Complessivamente, il fondo messo a disposizione dal Decreto direttoriale MIMIT del 27 luglio 2026 ammontava a 40 milioni di euro, ma l'enorme pressione da parte di imprese e operatori del settore ha reso l'esaurimento delle risorse un esito quasi scontato, se si considera che l'attesa per questa tornata di incentivi durava ormai da oltre un anno e mezzo.
Il provvedimento, che dà attuazione al DPCM del 10 giugno 2026 sul Fondo automotive 2026-2030, rappresenta un tassello fondamentale per il rinnovo del parco mezzi da lavoro e per la riqualificazione ecologica del circolante, ma la corsa alle prenotazioni ha messo in luce una domanda che continua a superare abbondantemente l'offerta di contributi pubblici.
I numeri del fondo e il record di richieste per i veicoli commerciali
Dei 40 milioni di euro complessivi stanziati dal fondo statale per il 2026, una fetta consistente, pari a 16 milioni di euro, era stata specificamente destinata all'acquisto di veicoli commerciali nuovi a trazione elettrica appartenenti alle categorie N1 e N2, e proprio questa quota è stata la prima a esaurirsi, facendo segnare un vero e proprio record di velocità.
L'associazione Motus-E ha prontamente sottolineato come una risposta così rapida e massiccia da parte del mercato fosse ampiamente prevedibile, dato che gli operatori del trasporto leggero e le piccole imprese attendevano la riapertura della piattaforma con crescente impazienza, dopo che per oltre diciotto mesi non erano stati resi disponibili nuovi contributi per il rinnovo dei mezzi da lavoro.
Il meccanismo di prenotazione, che richiede ai concessionari di accedere alla piattaforma telematica per bloccare i fondi in nome dei propri clienti, ha innescato una vera e propria gara contro il tempo, e in meno di un'ora i 16 milioni di euro per l'elettrico sono stati interamente prenotati, mentre anche le restanti risorse per le altre motorizzazioni a basse emissioni hanno subito una contrazione rapidissima.
Questo scenario, per quanto eclatante, non ha colto di sorpresa gli addetti ai lavori, i quali già nelle scorse settimane avevano segnalato al ministero delle Imprese e del Made in Italy il rischio di un esaurimento lampo dei fondi, considerato il numero elevato di potenziali acquirenti in attesa di un segnale definitivo per sostituire i propri veicoli.
Retrofit a GPL e metano, come funziona lo sconto in fattura
Parallelamente agli incentivi per i furgoni nuovi, dal 29 luglio 2026 è stata riaperta anche la possibilità di prenotare il cosiddetto bonus retrofit per la conversione a gas degli autoveicoli, un intervento che punta a ridurre le emissioni del parco auto circolante attraverso l'installazione di impianti di alimentazione a Gpl o a metano.
In questo caso, l'automobilista non deve presentare alcuna domanda né anticipare alcuna spesa, perché il contributo viene applicato direttamente come sconto in fattura dall'officina accreditata, la quale si occupa di gestire l'intera pratica e di effettuare la prenotazione sulla piattaforma dedicata. L'agevolazione prevede un importo di 400 euro per l'installazione di un impianto a Gpl e di 800 euro per quello a metano, a condizione che il veicolo interessato sia di categoria M1, sia omologato almeno Euro 3 e non sia già alimentato a Gpl, metano o doppia alimentazione.
Rimangono invece escluse da questa misura le imprese che commercializzano auto della stessa categoria, una precisazione normativa che mira a evitare possibili distorsioni e a indirizzare il beneficio esclusivamente verso i privati cittadini e gli utilizzatori finali, che così possono ammortizzare in parte il costo dell'intervento di riqualificazione ecologica.
Il contesto normativo e l'impatto sulle imprese in attesa
Il decreto direttoriale del MIMIT firmato il 27 luglio scorso ha dato il via libera alla seconda tornata di prenotazioni per l'anno in corso, dopo che nei mesi precedenti la piattaforma era rimasta chiusa a causa della necessità di ridefinire i criteri di riparto delle risorse alla luce del nuovo DPCM sul Fondo automotive 2026-2030, che ha ridefinito le priorità di intervento per il quinquennio.
L'associazione Motus-E, che rappresenta gli operatori della mobilità sostenibile, aveva più volte sollecitato il governo a incrementare le dotazioni finanziarie per evitare che il meccanismo dell'Ecobonus si trasformasse in un appuntamento a intermittenza, incapace di garantire una pianificazione stabile alle aziende che devono programmare investimenti anche rilevanti per il rinnovo della flotta.
L'esaurimento dei fondi in così breve tempo, infatti, rischia di penalizzare soprattutto quelle piccole e medie imprese che non sono riuscite a organizzarsi per tempo o che hanno incontrato difficoltà tecniche nell'accesso alla piattaforma nelle fasi iniziali di apertura, quando il traffico di richieste ha probabilmente messo a dura prova i server del ministero.
Sebbene i dettagli sulle modalità di ripartizione delle risorse residue non siano ancora stati comunicati ufficialmente, il dato certo è che le prenotazioni per i veicoli commerciali elettrici hanno raggiunto il tetto massimo in tempi da record, mentre per il retrofit a gas la corsa alle disponibilità è ancora in corso ma si prevede che anche queste ultime potrebbero esaurirsi nelle prossime ore, a meno di un eventuale rifinanziamento che al momento non è stato annunciato.
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