Incentivi furgoni elettrici esauriti in 50 minuti, Motus-E chiede una strategia

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Redazione Economia Redazione Economia   -   L’Ecobonus per i veicoli commerciali a basse emissioni delle categorie N1 e N2, attivato dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy nella giornata di oggi, mercoledì 29 luglio 2026, è andato letteralmente a ruba: in meno di un’ora, e più precisamente in soli 50 minuti dall’apertura dello sportello telematico, i fondi a disposizione sono stati interamente prenotati.

Una corsa contro il tempo che ha visto protagonisti assoluti i furgoni elettrici, segno di un interesse del mercato che, a giudicare dei numeri, non ha nulla da invidiare alle altre nazioni europee ma che, allo stesso tempo, riporta con urgenza al centro del dibattito la questione della programmazione delle risorse pubbliche.

Boom di prenotazioni per i veicoli commerciali N1 e N2

L’operazione era stata calendarizzata da tempo: la piattaforma Invitalia, accessibile all’indirizzo ecobonus.mimit.gov.it, ha riaperto i battenti alle ore 12:00 di oggi per accogliere le richieste di contributo, ma l’assalto è stato tale che in poco più di 50 minuti il plafond di 40 milioni di euro è stato completamente saturato.

Nello specifico, come reso noto dal Ministero e come confermato dalle analisi di settore, 16 milioni di euro erano stati espressamente riservati all’acquisto di veicoli elettrici, mentre altri 24 milioni erano destinati a mezzi commerciali indipendentemente dal tipo di alimentazione; ebbene, anche di quest’ultima fetta di budget, una parte molto consistente è stata assorbita proprio da modelli a batteria, a dimostrazione di un orientamento del comparto che appare ormai difficilmente arginabile.

La dotazione complessiva di 40 milioni, va ricordato, si affiancava a un altro stanziamento di 4 milioni di euro dedicato al retrofit per gli impianti a Gpl e metano per i veicoli di categoria M1, che invece non ha registrato il medesimo tracollo.

Il commento di Motus-E: "Il mercato aspettava da un anno e mezzo"

A commentare il dato, il segretario generale di Motus-E, Francesco Naso, che ha sottolineato come il risultato ottenuto oggi fosse in realtà ampiamente preventivabile: il comparto dell'autotrasporto e della logistica attendeva con impazienza, ormai da oltre un anno e mezzo, il rifinanziamento di questa specifica misura, e del resto, lo scorso anno, l’Italia era stato l’unico grande Paese europeo a registrare un vero e proprio rallentamento delle immatricolazioni di veicoli commerciali elettrici.

Un paradosso, quello di una domanda latente che si è trasformata in un'ondata di richieste capace di superare, in meno di un'ora, il numero di mezzi elettrici venduti nell'intera prima metà del 2026; come ha osservato lo stesso Naso, "in appena 50 minuti sono stati ordinati molti più veicoli elettrici di quelli immatricolati in tutta la prima metà del 2026".

Un fenomeno che, per certi versi, ricorda quanto già accaduto lo scorso ottobre per gli incentivi alle auto elettriche, esauriti in un solo giorno, e che restituisce l'immagine di un mercato che, se sostenuto, risponde in maniera immediata e decisa.

La richiesta di una pianificazione strategica per l’elettrico

Di fronte a questi numeri, la riflessione di Motus-E si sposta inevitabilmente sul metodo: "L’esaurimento in meno di un’ora degli incentivi – ha dichiarato Naso – testimonia il potenziale interesse degli italiani per questa tecnologia, ma anche la necessità di una pianificazione più strutturata e programmatica degli strumenti di supporto al mercato".

Il tema, per l’associazione che riunisce gli operatori del settore, non riguarda soltanto il quantum delle risorse, ma la loro efficacia nel lungo periodo, perché una strategia efficace non può che essere il frutto di un coordinamento tra diverse leve: gli incentivi diretti, la fiscalità, il costo dell’energia e lo sviluppo di infrastrutture di ricarica capillari e funzionali.

In quest’ottica, Naso ha ricordato come sarebbe quantomeno opportuno ripristinare un fondo del Ministero dell'Ambiente e della Sicurezza Energetica da 90 milioni di euro, destinato proprio alle infrastrutture di ricarica nelle aziende, uno strumento che finora non è stato utilizzato a causa di requisiti di accesso giudicati troppo restrittivi e che di fatto ha impedito alle imprese di investire in tal senso.

Lo sguardo al 2027 e il reintegro dei fondi

L’attenzione, ora, si sposta sulle prossime mosse del Governo. Il ministro Adolfo Urso, nel corso dell'ultimo Tavolo Automotive tenutosi al Mimit, aveva già annunciato la possibilità di un reintegro dei fondi, una prospettiva che, alla luce dei risultati di oggi, Motus-E considera più che mai necessaria per scongiurare una nuova battuta d'arresto delle vendite in attesa della prossima tornata di incentivi prevista per il 2027.

La raccomandazione, in questo caso, è che le eventuali risorse aggiuntive vengano indirizzate esclusivamente verso i veicoli elettrici, considerato che il mercato ha dimostrato di avere fame proprio di quella tecnologia.

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