Incentivi auto 2026, il noleggio sociale e i nuovi bonus per Gpl e metano: ecco le misure del Dpcm

Incentivi auto 2026, il noleggio sociale e i nuovi bonus per Gpl e metano: ecco le misure del Dpcm
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Redazione Economia Redazione Economia   -   Il ministero delle Imprese e del Made in Italy ha ufficialmente svelato i dettagli del nuovo pacchetto di incentivi per la mobilità sostenibile, pubblicando sul proprio sito il Dpcm 10 giugno 2026 che rimodula il Fondo Automotive per il quinquennio 2026-2030. Tra le novità più rilevanti spicca l'introduzione di un programma di "noleggio a lungo termine sociale", pensato per agevolare le famiglie con reddito più basso nell'acquisto di un'auto di nuova generazione, a prescindere dalla tipologia di alimentazione scelta.

Il provvedimento, che era stato annunciato a febbraio e poi confermato in Consiglio dei ministri lo scorso maggio, ha ricevuto il via libera dalla Corte dei Conti e verrà pubblicato nei prossimi giorni sul sito del Ministero dei Trasporti, dando così piena operatività a un impianto normativo atteso da mesi.

Noleggio sociale a rate calmierate: i requisiti per accedere al beneficio

Il nuovo meccanismo del noleggio a lungo termine sociale prevede canoni mensili scontati per gli aventi diritto, ma contrariamente a quanto si potrebbe pensare non vincola la scelta dell'auto alle sole vetture a batteria. L'unica condizione imposta dal decreto, oltre a un valore Isee inferiore a 30 mila euro, è la rottamazione di un veicolo di classe Euro 4 o inferiore, che deve essere stato di proprietà del richiedente o di un familiare convivente per almeno dodici mesi.

L'operazione comporta poi il passaggio a un modello omologato Euro 6 con un tetto massimo di emissioni di anidride carbonica fissato a 135 grammi al chilometro, il che apre le porte non solo alle elettriche pure ma anche a ibride di qualsiasi genere, benzina, diesel e alimentazioni a gas.

Bonus per il retrofit a Gpl e metano: contributi fino a 800 euro

All'interno del medesimo provvedimento trova spazio anche il tanto atteso incentivo per la trasformazione a gas dei veicoli già circolanti, una misura che il ministro Adolfo Urso aveva anticipato durante il Tavolo Automotive dello scorso gennaio e che ora diventa operativa grazie all'articolo 5 del decreto. Il contributo erogato è di importo fisso, pari a 400 euro per l'installazione di impianti a Gpl e a 800 euro per quelli a metano, e può essere richiesto per vetture M1 omologate almeno Euro 3, estendendo il beneficio anche alle persone giuridiche.

Si tratta di un intervento che guarda con attenzione alle difficoltà di un comparto messo in forte crisi dalle transizioni repentine del mercato, offrendo agli automobilisti la possibilità di ridurre i costi di gestione del mezzo senza affrontare la spesa per l'acquisto di un'auto nuova.

Risorse in calo e fondi per i veicoli commerciali

La dotazione complessiva del Fondo Automotive per il periodo 2026-2030 ammonta a 1,34 miliardi di euro, una cifra che risulta inferiore di circa 300 milioni rispetto alla disponibilità iniziale a causa di uno stanziamento destinato alla riduzione delle accise, resosi necessario per far fronte alla crisi nello Stretto di Hormuz.

Per quanto riguarda il capitolo del retrofit, nello specifico, la somma totale messa a disposizione per i prossimi cinque anni è di 20 milioni, suddivisa con un andamento che prevede 4 milioni il primo anno e 5 milioni per ciascuno dei tre successivi, chiudendo con un milione nell'ultimo esercizio. Il pacchetto di misure comprende infine anche una tranche di incentivi dedicata ai veicoli commerciali, per i quali è stato previsto un contributo massimo di 20 mila euro a veicolo, allargando così il raggio d'azione del provvedimento a una platea più ampia di utenti e imprese.

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