Borse Ue, chiusura in ordine sparso tra petrolio, gas e attese sulle banche centrali

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Redazione Economia Redazione Economia   -   La settimana si chiude all'insegna della prudenza sui mercati azionari del Vecchio Continente, con le principali piazze finanziarie europee che hanno registrato una chiusura poco mossa e sostanzialmente contrastata.

Gli investitori, al termine di una seduta interlocutoria, hanno preferito mantenere un atteggiamento di attesa, rimanendo in sostanza con il fiato sospeso in vista delle prossime e cruciali decisioni di politica monetaria da parte delle banche centrali, senza peraltro trascurare l'evoluzione, sempre incerta, del contesto geopolitico internazionale che continua a esercitare una pressione non indifferente sui listini.

Il peso di petrolio, gas e dei dati sul lavoro americano

A pesare sull'umore dei mercati, e a tenere gli operatori con le mani legate, sono stati due fattori di non poco conto: da un lato, il perdurare delle tensioni sui prezzi delle materie prime energetiche, con petrolio e gas naturale che si mantengono su livelli decisamente elevati; dall'altro, la pubblicazione di un dato sul mercato del lavoro statunitense che si è rivelato decisamente più robusto delle attese.

Per quanto riguarda l'energia, il greggio continua a essere sostenuto dalle difficoltà legate al transito nello Stretto di Hormuz, una via d'acqua strategica la cui navigabilità rimane solo parziale, nonostante la marina statunitense continui a garantire il passaggio di una parte delle petroliere attraverso il corridoio meridionale, nelle acque dell'Oman. Parallelamente, sul fronte del gas, si registra una crescente preoccupazione per il raggiungimento dell'obiettivo del 90% di riempimento degli stoccaggi entro settembre, un traguardo che appare sempre più difficile da centrare per l'Europa.

Sul versante macroeconomico, il dato sul lavoro a stelle e strisce ha mostrato la creazione di 162mila posti di lavoro ad agosto, a fronte di una disoccupazione rimasta stabile al 4,1%, un quadro di sostanziale solidità che ha rafforzato le scommesse degli operatori su un nuovo rialzo dei tassi d'interesse da parte della Federal Reserve già nel corso del mese di settembre, alimentando di fatto un nuovo fronte di cautela.

L'andamento dei principali listini europei

In questo contesto, le Borse del Vecchio Continente hanno viaggiato in ordine sparso, archiviando la seduta senza prendere una direzione univoca. Milano, con il Ftse Mib, ha registrato un calo dello 0,27%, mentre Parigi ha chiuso poco sotto la parità, sostanzialmente invariata, e Londra ha fatto altrettanto, attestandosi su valori analoghi a quelli di apertura.

Unico segno più tra le grandi piazze europee è arrivato da Francoforte, dove il Dax è riuscito a guadagnare lo 0,15%, interrompendo così una serie di sedute negative e dimostrando una tenuta leggermente migliore rispetto alle altre borse del continente. La seduta, seppur piatta nei movimenti complessivi, è stata quindi caratterizzata da un andamento differenziato, con gli investitori che hanno di fatto scelto la via dell'astensione in attesa di segnali più chiari sia sul fronte della politica monetaria che su quello delle tensioni geopolitiche.

Il rally dei tecnologici a Piazza Affari

A Piazza Affari, in particolare, la seduta è stata movimentata da alcuni acquisti mirati che hanno interessato in modo significativo il comparto tecnologico, confermando la voglia degli investitori di puntare su settori considerati ancora in grado di offrire margini di crescita nonostante l'incertezza generale. A guidare il rialzo del Ftse Mib, spiccano infatti i nomi di Prysmian e Stmicroelectronics, due colossi del settore che hanno attratto la maggior parte degli acquisti, beneficiando di un sentiment positivo che sembra prescindere dalle tensioni macroeconomiche.

Ottima performance anche per Stellantis, che ha saputo sfruttare appieno la buona giornata dell'intero comparto automotive, il quale a sua volta ha reagito con entusiasmo al piano di ristrutturazione recentemente approvato da Volkswagen, un segnale di ripresa e di fiducia per l'intera filiera che non è passato inosservato agli occhi degli operatori di Borsa.

Analisi dei dati USA e prospettive per la Fed

Ad alimentare le riflessioni degli analisti, e a giustificare in parte la prudenza mostrata dai mercati, è stata la pubblicazione dei dati sul mercato del lavoro americano, la cui lettura ha suscitato reazioni contrastanti.

Se da un lato, infatti, la creazione di nuovi posti di lavoro e la stabilità della disoccupazione indicano una salute dell'economia a stelle e strisce ancora solida, dall'altro lato questo stesso dato ha rafforzato la convinzione che la Federal Reserve possa procedere con un nuovo aumento del costo del denaro, una prospettiva che inevitabilmente frena gli entusiasmi e spinge gli investitori a riconsiderare le proprie strategie.

L'attesa è ora tutta concentrata sulle prossime mosse delle banche centrali, con particolare riferimento alla Fed, per capire se e con che tempistica interverrà per contrastare le pressioni inflazionistiche, in un quadro già reso complesso dall'elevato costo dell'energia e dalle tensioni internazionali.

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