Attacco con coltello ad Haifa: un morto e cinque feriti, l'aggressore ucciso
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Redazione Esteri
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Un attentato con coltello ha scosso la stazione centrale degli autobus di Hamifratz, ad Haifa, nel nord di Israele, lunedì mattina, lasciando un bilancio di un morto e almeno cinque feriti. L’aggressore, identificato come Yitro Shahin, un ventenne druso-israeliano con cittadinanza tedesca, è stato ucciso sul posto da una guardia di sicurezza e da un civile che hanno reagito prontamente all’attacco. Shahin, originario di Shfaram, una città a maggioranza araba nel nord di Israele, aveva fatto ritorno nel Paese solo un mese fa dopo un periodo trascorso all’estero.
La vittima dell’attentato, un uomo di 70 anni, è morto dopo essere stato accoltellato al collo, mentre gli altri feriti, le cui condizioni non sono state specificate, sono stati trasportati in ospedale per le cure del caso. L’attacco, avvenuto in una stazione affollata, ha gettato nel panico i presenti, costringendo le autorità a intervenire rapidamente per ripristinare l’ordine e avviare i rilievi del caso.
La polizia israeliana ha confermato che l’aggressore è stato neutralizzato sul posto, ma non è stato immediatamente chiaro chi abbia materialmente eseguito il colpo che lo ha ucciso. Fonti locali riportano che Shahin, pur essendo di etnia drusa – un gruppo minoritario noto per la sua lealtà allo Stato di Israele – aveva recentemente mostrato segni di radicalizzazione, anche se al momento non sono emersi legami diretti con organizzazioni terroristiche.
Hamas, il movimento palestinese che controlla la Striscia di Gaza, ha lodato l’attacco definendolo un “atto eroico”, senza tuttavia rivendicarne la paternità. Questo episodio si inserisce in un contesto già teso, caratterizzato da una recrudescenza di violenze negli ultimi mesi, che ha visto diversi attacchi isolati in varie città israeliane.
Le indagini, ancora in corso, stanno cercando di ricostruire il movente dell’attentato e di chiarire se Shahin abbia agito da solo o con il supporto di altri. Intanto, la comunità drusa, spesso considerata un ponte tra le diverse realtà culturali e religiose in Israele, si è trovata a dover fare i conti con un episodio che rischia di minarne l’immagine di coesione e fedeltà allo Stato.




