Bper e Popolare di Sondrio, l’unione entra nel vivo: Unipol plaude, i sindacati vigilano
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Redazione Economia
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L’offerta pubblica di scambio lanciata da Bper su Banca Popolare di Sondrio, chiusasi venerdì con il raggiungimento del 58,5% del capitale, ha dato il via a una fase operativa che si annuncia complessa. I due istituti, protagonisti di una seduta borsistica particolarmente vivace a piazza Affari, hanno visto i rispettivi titoli salire rispettivamente del 5% e del 4%, in attesa della riapertura dell’opas dal 21 al 25 luglio. Un segnale di fiducia del mercato, che sembra aver accolto con favore un’operazione destinata a ridisegnare il panorama creditizio italiano, consolidando Bper come terzo polo bancario del Paese.
«Ora si entra nella fase dell’integrazione», ha commentato Unipol, principale azionista di Bper, sottolineando l’importanza di un processo che dovrà coniugare efficienza e rispetto delle specificità territoriali. Proprio su quest’ultimo punto, però, si concentrano le preoccupazioni di chi teme che l’acquisizione possa indebolire il legame tra la Popolare di Sondrio e il tessuto economico locale. La Cisl, in particolare, ha chiesto «garanzie per i lavoratori e per l’economia della Valtellina e Valchiavenna», annunciando una stretta vigilanza sulle «ripercussioni occupazionali e sociali».
Intanto, dalle comunicazioni Consob emerge che Morgan Stanley ha ridotto la propria quota nella Popolare di Sondrio dal 3,141% al 2,559%, operazione registrata il 7 luglio. Un aggiustamento di portafoglio che non sembra incidere sulla solidità dell’operazione, ma che riflette le dinamiche speculative tipiche di queste fasi.
La resistenza del vecchio management della Bps, che aveva cercato di opporsi all’acquisizione, si è rivelata infruttuosa. Con l’inglobamento nel gruppo Bper, previsto entro fine anno, scompare l’ultima banca a vocazione strettamente locale della zona, sollevando interrogativi sul futuro del sostegno alle piccole e medie imprese del territorio. «Vigileremo affinché non venga meno il ruolo di supporto che la banca ha avuto finora», ha assicurato la Cisl valtellinese, mentre le categorie economiche locali osservano con attenzione i prossimi passi.




