Zelensky apre a uno scambio di territori con la Russia per negoziare la pace
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Redazione Esteri
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Volodymyr Zelensky, presidente ucraino, ha dichiarato di essere disposto a valutare uno scambio di territori con la Russia come parte di un eventuale accordo di pace, una mossa che segna un significativo cambiamento rispetto alla sua precedente intransigenza sull’integrità territoriale del Paese. Questa apertura, emersa in un’intervista al Guardian, arriva in un momento delicato, in cui gli Stati Uniti, sotto la presidenza di Donald Trump, sembrano voler ridurre il loro sostegno militare a Kiev, chiedendo in cambio concessioni minerarie e una rapida risoluzione del conflitto.
La decisione di Zelensky non è isolata dal contesto militare. L’offensiva ucraina del 6 agosto nell’oblast di Kursk, che ha portato all’occupazione di una porzione di territorio russo, è stata interpretata come un tentativo di creare una leva negoziale. Tuttavia, l’area conquistata è di dimensioni ridotte rispetto ai territori ucraini attualmente sotto controllo russo, il che rende complesso bilanciare eventuali scambi. L’azione militare, oltre a distrarre le forze di Mosca, sembrava mirare a rafforzare la posizione di Kiev in vista di trattative future, anche se il rischio di un’escalation non può essere sottovalutato.
Intanto, dalla parte opposta dell’Atlantico, Donald Trump ha annunciato l’invio del segretario al Tesoro Scott Bessent a Kiev per incontrare Zelensky, ribadendo la sua intenzione di porre fine al conflitto. “Questa guerra deve e finirà presto — troppa morte e distruzione”, ha scritto Trump su Truth Social, sottolineando come gli Stati Uniti abbiano speso miliardi di dollari senza ottenere risultati significativi. La posizione di Trump, però, rischia di avere un effetto paradossale: invece di accelerare la pace, potrebbe spingere la Russia a prolungare le ostilità, confidando nella propria superiorità numerica e nella crescente stanchezza occidentale nel sostenere l’Ucraina.
La minaccia di un taglio degli aiuti militari statunitensi, unita alla richiesta di concessioni economiche, ha indubbiamente influito sulla decisione di Zelensky di aprire a uno scambio territoriale. Tuttavia, la proposta rimane controversa, poiché implicherebbe di fatto un riconoscimento delle conquiste russe, almeno parziale. La situazione è ulteriormente complicata dalla convinzione di Mosca di poter raggiungere i suoi obiettivi sul campo, senza dover cedere alle pressioni internazionali.




