Germania, si parte

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Il giorno successivo al crollo ufficiale del governo Scholz in Germania, con la data delle elezioni già fissata al 23 febbraio, i principali partiti politici tedeschi hanno dato il calcio d’inizio alle rispettive campagne. Per tutti, la montagna da scalare è convincere gli elettori di avere in tasca la ricetta giusta per risollevare l’economia del Paese, in un clima di sfiducia e incertezza.

La Germania comincia la sua corsa verso il voto anticipato del 23 febbraio, dopo la sfiducia del Bundestag al cancelliere Olaf Scholz. I principali partiti hanno presentato i loro programmi, dando il via alla campagna elettorale. Lo slogan dei socialdemocratici di Scholz è "Più per voi, meglio per la Germania" e mette al centro del programma un rafforzamento dello stato sociale: più lavoro e attenzione alle fasce più deboli. La CDU guarda a destra, proponendo un controprogetto a Scholz: stretta sull’immigrazione, nessun allentamento del rigore finanziario, una politica di “legge e ordine”, riduzione delle imposte ed eliminazione del “Bürgergeld”, il reddito di base che garantisce il minimo esistenziale a chi è in grado di lavorare, una conquista dell’Esecutivo uscente. Soprattutto con la prima mirano a contrastare l’ascesa dell’Alternative für Deutschland, la formazione di estrema destra favorevole anche all’uscita dall’UE e data al secondo posto nei sondaggi più recenti, con il 19% delle preferenze.

Dietro la caduta del governo Scholz c'è una crisi esistenziale e la fine di un modello. La sfiducia al cancelliere Olaf Scholz è solo la punta dell’iceberg. È l’epifenomeno politico di una crisi esistenziale della Germania contemporanea. Fra le sue tante manifestazioni, cito una delle meno note (fuori dalla Germania). Questo Paese, che abbiamo sempre associato ad una forte etica del lavoro, è diventato un campione mondiale di assenteismo. Proprio così: in base ai dati dell’Ocse il numero di giornate perse per malattia dai lavoratori tedeschi ha toccato un record di 22,4 all’anno, il livello più elevato tra nazioni industrializzate.

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