Jurassic World - La rinascita: il dinosauro che non muore (ma forse dovrebbe)
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Nonostante le promesse di chiusura dopo Jurassic World - Il dominio nel 2022, i dinosauri digitali continuano a calpestare i botteghini con l’ostinazione di un tirannosauro affamato. Frank Marshall e Steven Spielberg, menti storiche del franchise, hanno scommesso ancora una volta sul fascino dei lucertoloni preistorici, lanciando Jurassic World - La rinascita, settimo capitolo della saga iniziata nel 1993 con Jurassic Park. Ma se il box office italiano ha reagito con un incasso di 921mila euro e 115mila spettatori nel giorno d’esordio, il film – che si piazza già nella top ten della stagione – sembra però un fossile riassemblato con troppa fretta.
La trama, che riprende toni e situazioni già viste non solo nei precedenti episodi (con un debito evidente verso il primo Jurassic Park, seppur senza la stessa maestria registica), strizza l’occhio anche ad altri classici, come Lo squalo, senza però riuscire a nascondere una certa stanchezza narrativa. Le scene, seppur spettacolari, scivolano via senza lasciare traccia, come impronte sulla sabbia cancellate dalla marea. Eppure, i numeri parlano chiaro: rispetto al precedente Il regno distrutto (2018), che esordì con 677mila euro, La rinascita ha fatto registrare un +36% d’incasso, dimostrando che il pubblico, almeno per ora, non ha perso l’appetito per le avventure genetiche di Isla Nublar.
Mercoledì 2 luglio, il botteghino nazionale ha totalizzato 1,5 milioni di euro, con Jurassic World che da solo ha coperto il 60% delle entrate. Un dato che, seppur in calo del 6% rispetto allo stesso giorno del 2024, segna un +41% rispetto alla settimana precedente, confermando l’attrazione ancora viva per un franchise che, nonostante i segni del tempo, non accenna a estinguersi.




