Il mondiale per club parte tra tensioni e dubri, mentre Messi prova a salvare il torneo
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Redazione Sport
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New York – Il primo mondiale per club organizzato dalla Fifa, che prende il via sabato negli Stati Uniti, nasce già sotto una cattiva stella. Tra proteste sociali, polemiche politiche e uno scarso interesse del pubblico, il torneo rischia di trasformarsi in un flop costoso, nonostante la presenza di Lionel Messi e del suo Inter Miami.
Mentre in California infuriano le manifestazioni contro i raid dell’ICE sugli immigrati, e mentre Donald Trump – che ha appena riconquistato la Casa Bianca – si prepara a festeggiare il compleanno con una parata militare nello stesso giorno del "No King Day", la kermesse calcistica da un miliardo di dollari si ritrova immersa in un clima già teso. Lo scenario, insomma, è tutt’altro che ideale.
A preoccupare la Fifa, però, è soprattutto il disinteresse del pubblico americano. Per evitare uno stadio semivuoto all’esordio dell’Inter Miami contro l’Al-Ahly, i biglietti sono stati svenduti a prezzi stracciati: gli studenti del Dade College, grazie a un accordo con gli organizzatori, pagano appena 20 dollari e ricevono altri quattro ingressi gratuiti. Una mossa disperata, che tradisce la paura di un fiasco.
Intanto, in Italia, Mediaset ripropone le partite del "Mundialito" del 1981, tra cui il derby Milan-Inter vinto dai nerazzurri per 3-1 con una doppietta di Altobelli. Un nostalgico tuffo nel passato, mentre il presente del calcio globale si gioca su un terreno incerto.




