Dalla foto del bagnetto alla finale del Mondiale, l'incredibile percorso di Messi e Yamal

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Quasi vent'anni fa, nel 2007, un giovane Lionel Messi, all'epoca ventenne e già promettente attaccante del Barcellona, si fece immortalare mentre faceva il bagnetto a un neonato per un servizio fotografico organizzato dal club catalano in collaborazione con l'Unicef. Quel bambino, sorteggiato per l'occasione tra tanti, si chiamava Lamine Yamal ed aveva appena cinque mesi. Nessuno, in quel momento, poteva anche solo lontanamente immaginare che, diciannove anni dopo, i loro destini si sarebbero incrociati nuovamente sul palcoscenico più importante del calcio mondiale.

La finale dei sogni: Argentina e Spagna si contendono il trofeo

Domenica prossima, a New York, Lionel Messi e Lamine Yamal si sfideranno in campo nella finale della Coppa del Mondo, un evento che rappresenta molto più di una semplice partita. Da una parte l'Argentina, guidata dal fuoriclasse ormai veterano che ha segnato un'epoca, dall'altra la Spagna, che ha trovato nel giovane Yamal il suo nuovo faro. Ieri Messi ha staccato il biglietto per la finale al termine di una partita per cuori forti, caratterizzata da fischi durante gli inni nazionali e da un primo tempo in cui si è visto più calcio duro che gioco vero e proprio.

A contendere la vittoria ai sudamericani ci sarà quindi la «Roja», una squadra che ha dimostrato di avere carattere e qualità, e che punta tutto sul suo baby fenomeno per riportare a casa un successo ancora più prestigioso di quello già ottenuto a Euro 2024.

Lamine Yamal, l'erede della maglia numero 10

Yamal, che ha compiuto di recente 19 anni, è cresciuto nelle giovanili del Barcellona e oggi indossa la maglia numero 10 che fu proprio di Messi, raccogliendone idealmente l'eredità e cercando di riportare la squadra catalana ai fasti del passato. Il talento di origine marocchina ha già dimostrato sul campo di essere all'altezza di quel peso, ma è nel capitolo nazionale che sta scrivendo le pagine più emozionanti della sua giovane carriera.

Dopo aver conquistato l'Europeo, ora vuole regalare alla Spagna un successo mondiale che lo consacrerebbe definitivamente come il nuovo fenomeno del calcio globale, sfidando proprio colui che, in quello scatto ormai leggendario, lo teneva tra le braccia come un bambino qualunque.

Il valore simbolico di uno scatto diventato profetico

Del significato profondo di quella fotografia ne ha parlato anche il portavoce dell'Unicef Italia, Andrea Iacomini, che ha voluto sottolineare come esista un filo azzurro che unisce entrambi i campioni. Messi, infatti, è Ambasciatore di Buona Volontà dell'Unicef da anni, mentre Lamine Yamal ha ricevuto ufficialmente lo stesso riconoscimento proprio a giugno del 2026.

Quella foto, scattata per il calendario dell'organizzazione umanitaria, è diventata il simbolo di un passaggio di testimone ideale tra due generazioni, un'immagine che sembrava destinata a rimanere un semplice ricordo ma che si è rivelata profetica. Il fatto che i due, a distanza di quasi vent'anni, si ritrovino uno contro l'altro per alzare la coppa più ambita del pianeta, trasforma quel tenero scatto in un tassello fondamentale di una storia che il calcio ricorderà per sempre.

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