Mondiali 2026, Spagna-Argentina: la finalissima tra Lamine Yamal e Lionel Messi

Mondiali 2026, Spagna-Argentina: la finalissima tra Lamine Yamal e Lionel Messi
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Redazione Sport Redazione Sport   -   È il giorno della finalissima dei Mondiali di calcio 2026, l'atto conclusivo di una rassegna iridata che per la prima volta ha visto la partecipazione di 48 squadre e che ha unito idealmente, ma anche fisicamente, le nazioni di Stati Uniti, Messico e Canada.

Sul prato del MetLife Stadium nel New Jersey, che stasera si veste a festa per l'occasione, si contenderanno il titolo la Spagna e l'Argentina: da una parte la Roja di Luis de la Fuente, forte di un gioco corale e di una generazione di talenti cristallini, dall'altra l'Albiceleste campione in carica guidata dal fuoriclasse Lionel Messi, che cerca la seconda Coppa del Mondo consecutiva per chiudere in bellezza un ciclo vincente senza precedenti.

La cerimonia di apertura è già iniziata e gli spettacoli sugli spalti hanno preso il via in attesa dell'ingresso in campo delle due squadre, mentre l'attenzione di tutto il mondo è puntata su questo scontro che ha il sapore di un passaggio di consegne tra generazioni.

Le formazioni ufficiali della finale: De la Fuente e Scaloni hanno scelto

Mancano ormai pochi istanti al fischio d'inizio e i due commissari tecnici hanno sciolto ogni riserva, comunicando le scelte definitive per la sfida che assegnerà il titolo iridato. La Spagna, che punta al secondo alloro mondiale della sua storia dopo il trionfo del 2010 in Sudafrica, scende in campo con il consueto 4-2-3-1 che ha dato grande sicurezza alla squadra: tra i pali c'è Unai Simon, protetto da una linea difensiva composta da Porro, Laporte, Cubarsi e Cucurella.

A centrocampo agiscono i due metronomi Rodri e Fabian Ruiz, mentre il trio di trequartisti che agirà alle spalle dell'unica punta Oyarzabal è composto da Lamine Yamal, Dani Olmo e Baena. Dall'altra parte, l'Argentina di Lionel Scaloni risponde con il suo 4-4-2, con Emiliano Martinez in porta e una difesa a quattro che vede Montiel, Romero, Lisandro Martinez e Tagliafico.

Il centrocampo sarà composto da De Paul, MacAllister, Enzo Fernandez e Nico Gonzalez, mentre il tandem offensivo che farà tremare le difese è composto dal capitano Lionel Messi e da Julian Alvarez, con Lautaro Martinez che prenderà probabilmente posto in panchina.

Lo scontro generazionale e il peso della storia: Messi contro Yamal

La narrazione che accompagna questa finale è inevitabilmente legata al duello tra due numeri dieci, o meglio, tra due interpreti del calcio che rappresentano due epoche diverse ma accomunate dalla maglia del Barcellona: da una parte Lionel Messi, che a 39 anni gioca quella che potrebbe essere la sua ultima partita in un Mondiale, e dall'altra Lamine Yamal, il talento classe 2007 che ha già stupito il mondo con le sue giocate.

Il dato statistico è emblematico del peso specifico di Messi in questo torneo: l'argentino vanta il maggior numero di tiri tentati, ben 34, e il maggior numero di occasioni create, 25, per un totale di 59 partecipazioni alle conclusioni della propria squadra, un record che apparteneva a Diego Armando Maradona nel Mondiale del 1986.

Per la precisione, nessun giocatore era mai riuscito a mettere insieme almeno 30 tiri e 30 occasioni create in una singola edizione della Coppa del Mondo da quando questi dati vengono raccolti, e l'impresa di Messi è ancora più straordinaria se si considera che la finale non è ancora stata giocata.

Il contesto politico e lo spettacolo dell'half time: Trump e la cerimonia

Il palcoscenico del MetLife Stadium sarà gremito di autorità e personaggi del jet set internazionale, con un interesse particolare rivolto alla tribuna d'onore. A consegnare il trofeo ai vincitori sarà il presidente degli Stati Uniti Donald Trump, che ha accolto in pompa magna il presidente della Fifa Gianni Infantino alla Trump Tower, ribadendo il successo dell'organizzazione di questi Mondiali definiti come "il sogno americano realizzato".

Tuttavia, la sua presenza non è esente da risvolti politici, dato che il presidente americano teme che la vittoria della Spagna, guidata dal premier Pedro Sanchez con cui i rapporti sono ai minimi storici, possa trasformarsi in un incubo diplomatico, preferendo invece il trionfo dell'Argentina del suo alleato Javier Milei, che invece seguirà la partita da Buenos Aires per non spezzare la scaramanzia.

Lo spettacolo dell'intervallo, una novità assoluta per una finale dei Mondiali, durerà diciassette minuti, durante i quali si esibiranno alcune delle più grandi star della musica mondiale come Madonna, Shakira e Justin Bieber, in una cerimonia che strizza l'occhio al format del Super Bowl e che è stata fortemente voluta dalla Fifa per aumentare l'impatto mediatico e gli introiti dell'evento.

Il cammino delle due squadre verso questa finale è stato netto e, in alcuni casi, sofferto: la Spagna è arrivata all'ultimo atto dopo aver dominato la semifinale contro la Francia, imponendosi per 2-0, mentre l'Argentina ha compiuto un'impresa all'ultimo respiro contro l'Inghilterra, ribaltando il punteggio nei minuti finali con le reti di Enzo Fernandez e Lautaro Martinez.

L'arbitro della finale sarà lo sloveno Slavko Vincic, che per l'occasione sarà coadiuvato dai suoi connazionali Tomaz Klancnik e Andraz Kovacic, mentre il quarto uomo sarà il giordano Adham Makhadmeh. La partita rappresenta un banco di prova importante per entrambe le nazionali: la Spagna cerca di aggiungere il secondo titolo mondiale alla bacheca, mentre l'Argentina insegue il secondo successo consecutivo, impresa che nel calcio è riuscita solo all'Italia e al Brasile.

Si tratta del settimo Mondiale giocato dall'Argentina, che punta a raggiungere le quattro stelle di Italia e Germania, e della seconda finale per la Spagna, che spera di riconfermarsi campione d'Europa dopo il titolo continentale del 2024.

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