Mondiali 2026, Spagna-Argentina: le scelte di De La Fuente e Scaloni per la finale
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Sport
-
Il giorno più atteso del calcio mondiale è finalmente arrivato. Al MetLife Stadium di East Rutherford, nel New Jersey, Spagna e Argentina si contenderanno il titolo iridato nella finalissima dei Mondiali 2026, con calcio d'inizio fissato alle ore 21:00 italiane. Una sfida che mette di fronte due filosofie di gioco differenti ma altrettanto affascinanti, con in palio la possibilità di scrivere un'altra pagina di storia per entrambe le nazionali.
La Roja, guidata da Luis de la Fuente, cerca il suo secondo titolo mondiale dopo il trionfo del 2010, mentre l'Albiceleste di Lionel Scaloni punta al quarto alloro e al secondo consecutivo, impresa riuscita solo a Italia e Brasile in passato.
Le scelte di formazione: le probabili undici
Luis de la Fuente sembra aver trovato la quadratura del cerchio e, salvo sorprese dell'ultim'ora, dovrebbe confermare l'undici che ha eliminato la Francia in semifinale. Il tecnico spagnolo si affida a Unai Simón tra i pali, con una difesa a quattro composta da Pedro Porro, Cubarsí, Laporte e Cucurella. A centrocampo, la cabina di regia è affidata a Rodri, mentre la scelta che potrebbe fare la differenza è quella di Fabián Ruiz, preferito a Pedri per dare maggior fisicità e inserimenti alla manovra.
Il tridente offensivo sarà composto da Lamine Yamal, Dani Olmo e Álex Baena a supporto di Mikel Oyarzabal, che agirà come falso nueve. Più di un dubbio, invece, per Lionel Scaloni, che deve sciogliere il nodo più importante relativo al reparto avanzato. Il ballottaggio che tiene banco è tra Julián Álvarez e Lautaro Martínez, con il primo che al momento sembra in vantaggio per affiancare Lionel Messi.
L'attaccante del Manchester City dovrebbe quindi partire titolare, mentre l'Interista, decisivo con un gol contro l'Inghilterra in semifinale, è pronto a subentrare a gara in corso per fare la differenza. Il resto della formazione argentina è invece confermato: Emiliano Martínez in porta, Molina, Romero, Lisandro Martínez e Tagliafico in difesa, con un centrocampo a quattro composto da De Paul, Paredes, Enzo Fernández e Mac Allister.
Le chiavi tattiche e le parole della vigilia
La vigilia della finale è stata infiammata dalle dichiarazioni di Luis de la Fuente, che ha cercato di togliere pressione alla sua squadra e allo stesso tempo lanciato un messaggio agli arbitri. Il commissario tecnico spagnolo ha parlato di "privilegio" e di "lusso" nell'essere arrivati a giocarsi il titolo, affermando che firmerebbe per arrivare sempre in finale, anche perdendola. Sul tema della tattica, de la Fuente ha sbrogliato uno dei grandi temi della vigilia, ovvero come fermare Lionel Messi.
Il tecnico della Roja ha escluso categoricamente l'opzione della marcatura a uomo, spiegando che l'unico modo per limitare il fuoriclasse argentino sarà un'attenzione corale e una marcatura di squadra. "Non ci sarà una marcatura a uomo, ma dobbiamo essere attenti e seguirlo con molta attenzione", ha spiegato de la Fuente, che ha poi speso parole di elogio per il capitano argentino, definendolo "un esempio per tutti i giovani atleti".
L'allenatore spagnolo ha anche raccontato un aneddoto personale su Messi, risalente ai tempi del Siviglia, quando chiese a un suo giocatore di marcarlo a uomo durante una partita di Coppa del Re, salvo poi doverlo sostituire dopo un'ammonizione, e subendo quattro gol dal giovane astro argentino. Sul fronte delle condizioni fisiche, de la Fuente ha rassicurato tutti su Lamine Yamal, nonostante qualche acciacco, dichiarando che il giovane talento è in perfetta forma e che la decisione sulla sua titolarità verrà presa solo dopo l'ultimo allenamento.
Al contempo, ha ribadito che il suo compito è quello di far crescere Yamal come sé stesso, senza cercare di imitare nessuno, nemmeno un fuoriclasse come Messi.
La sfida tra stili e la storia
La finale di New York si preannuncia come uno scontro tra due modi di interpretare il calcio. Da una parte, la Spagna di de la Fuente, che punta al dominio del gioco, alla pazienza nel costruire l'azione e alla capacità di soffocare l'avversario con un baricentro alto, come già fatto con la Francia in semifinale. Dall'altra, l'Argentina di Scaloni, che fa affidamento sulla personalità, l'esperienza e la capacità di non mollare mai, alternando momenti di alta pressione a una gestione più spezzettata della partita, pronta a colpire in transizione appena recuperata palla.
Il MetLife Stadium sarà il teatro di un evento che va oltre il semplice risultato, mettendo in scena il duello tra la leggenda del calcio mondiale, Lionel Messi, alla sua ultima partita in un Mondiale, e la stella nascente Lamine Yamal, che al suo esordio assoluto nella competizione, a soli 19 anni, cerca di aprire una nuova era. A dirigere l'incontro sarà l'arbitro sloveno Slavko Vincic, già noto agli argentini per la sfida contro l'Arabia Saudita nel 2022.
Dove vedere la finale in tv e streaming
L'intera Italia potrà seguire la finalissima in diretta e in chiaro su Rai 1 HD, con la telecronaca affidata ad Alberto Rimedio e il commento tecnico di Lele Adani. La partita sarà visibile anche in streaming gratuito su Rai Play, mentre per gli abbonati sarà disponibile anche su DAZN e Prime Video.




