Baglioni torna a Lampedusa, quarant’anni dopo "La vita è adesso"
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Redazione Cultura e Spettacolo
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Claudio Baglioni, che il 27 settembre terrà un concerto gratuito a Lampedusa, torna sull’isola dove, ventisei anni fa, liberò una tartaruga marina insieme a un giovane abitante del posto. Quell’incontro, avvenuto nel luglio del 1998 su una barca al largo della costa, è rimasto impresso nella memoria di chi c’era, soprattutto per le parole che il cantautore romano pronunciò mentre fissavano insieme il mare. «Perché parli al futuro? Un conto sono i sogni, altra cosa è la vita. La vita è adesso», disse Baglioni, anticipando quasi una filosofia che avrebbe accompagnato buona parte della sua carriera.
Quel ritorno a Lampedusa non è casuale: cade nel quarantesimo anniversario dell’album "La vita è adesso, il sogno è sempre", pubblicato l’8 giugno 1985 e diventato il disco più venduto in Italia con quattro milioni e mezzo di copie. Un lavoro che, oltre a segnare un’epoca, ha incarnato speranze e contraddizioni degli anni Ottanta, trasformandosi in una colonna sonora collettiva. Per celebrare la ricorrenza, Baglioni ha ideato tre progetti: un album con gli stessi brani riarrangiati e cantati dal vivo, un libro e una serie di concerti, il primo dei quali sarà proprio quello lampedusano.
L’evento, oltre a essere un omaggio alla longevità artistica di Baglioni, assume un significato simbolico. Lampedusa, da anni al centro delle rotte migratorie nel Mediterraneo, è un luogo in cui il tema del "vivere il presente" si carica di una concretezza drammatica. E se allora, nel ’98, il cantante parlava a un ragazzo dei suoi sogni, oggi quel messaggio sembra rivolgersi a un’isola intera, sospesa tra accoglienza e isolamento.




