Terremoto sul Vesuvio, un evento raro secondo gli esperti dell'INGV
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Redazione Interno
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Il Vesuvio, il vulcano situato in Italia, in posizione dominante rispetto al golfo di Napoli, è tornato a far paura. Lo scorso 11 marzo, una scossa di terremoto di magnitudo 3.0 ha fatto tremare buona parte della città di Napoli e provincia. Fortunatamente, non si sono registrati danni né a cose né alle persone.
Rassicurazioni degli esperti
Nonostante la paura tra i cittadini, gli esperti dell'INGV (Istituto nazionale di Geofisica e Vulcanologia) rassicurano che si tratta di un "caso raro e isolato". Questa scossa rara rappresenta un caso isolato e può verificarsi al di fuori dell’asse del cratere, a profondità maggiori. L'evento sismico di magnitudo 3 ha interessato un’area a Nord-Ovest del cratere del Vesuvio, nei pressi di Pollena Trocchia, ed è stato avvertito nitidamente nell’area e anche in alcuni quartieri di Napoli.
Interpretazioni dei vulcanologi
Secondo i vulcanologi, "gli eventi di relativamente forte intensità come quello avvenuto sono molto rari e, probabilmente, sono legati alla parziale e locale riattivazione di faglie che interessano il basamento dell’edificio vulcanico". L'INGV spiega in una nota che "il Vesuvio è un vulcano attivo e, come tutti i vulcani attivi, ha la sua sismicità caratteristica, connessa con la normale evoluzione del vulcano in un periodo di quiescenza come quello attuale".




