Meta userà i tuoi post per l’intelligenza artificiale: come dire di no
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Redazione Economia
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Meta, il colosso che controlla Facebook e Instagram, ha annunciato che a partire dalla fine di maggio 2025 inizierà a utilizzare i contenuti pubblici degli utenti europei per addestrare i suoi modelli di intelligenza artificiale, tra cui il chatbot Meta AI e i sistemi linguistici LLaMA. La decisione, benché prevedibile nel contesto della corsa allo sviluppo dell’AI, ha sollevato non poche polemiche, soprattutto perché l’azienda non chiederà un consenso esplicito.
I dati coinvolti sono quelli già visibili a tutti: post, commenti, foto e didascalie condivise pubblicamente. Niente di privato, insomma, ma per molti la questione non è solo una questione di privacy. C’è chi non gradisce l’idea che i propri contributi, magari scritti per condividere un pensiero con amici, finiscano per alimentare algoritmi che potrebbero poi essere sfruttati commercialmente.
Marco Camisani Calzolari, esperto di digital marketing e privacy, ha spiegato su Striscia la notizia come opporsi a questa raccolta dati. Il procedimento, che richiede qualche passo in più rispetto a un semplice click, permette di escludere i propri contenuti dall’addestramento dell’AI. Gli utenti riceveranno una notifica nelle prossime settimane, ma chi vuole agire subito può farlo accedendo alle impostazioni privacy dei due social network.
La mossa di Meta rientra in una strategia più ampia, comune a molte big tech, che vedono nei contenuti pubblici una miniera d’oro per affinare le capacità delle loro intelligenze artificiali. Quello che pochi sanno, però, è che il diritto europeo offre agli utenti la possibilità di opporsi, anche se l’opzione non è sempre immediatamente visibile.




