La mamma di Domenico, Patrizia, ospite del Napoli al Maradona: un abbraccio collettivo per il bimbo dal cuore bruciato

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo

Redazione Interno Redazione Interno   -   Il ricordo del piccolo Domenico Caliendo, il bambino di due anni e mezzo venuto a mancare dopo un trapianto cardiaco non riuscito e un organo, giunto da Bolzano, che si sarebbe rivelato irrimediabilmente danneggiato, continua a tenere desta l'attenzione pubblica, intrecciandosi ora con un gesto di vicinanza da parte della città e della sua squadra di calcio. La società sportiva del Napoli, che già aveva voluto manifestare il proprio cordoglio inviando una delegazione con il calciatore Mazzocchi ai funerali del piccolo, ha deciso di compiere un ulteriore passo verso la madre, Patrizia Mercolino, invitandola ufficialmente allo stadio Maradona in occasione della prossima gara interna contro il Lecce. Un gesto che va oltre la mera ritualità sportiva e che si configura come un tentativo di abbraccio collettivo da parte di una tifoseria che, come il resto del paese, è rimasta scossa dalla vicenda clinica e giudiziaria che ha portato alla luce presunte negligenze e una catena di errori umani e procedurali. La donna, che nelle scorse settimane ha trovato la forza di partecipare a programmi di approfondimento come “Storie Italiane” condotto da Eleonora Daniele, ha più volte ribadito come la sua presenza mediatica non sia dettata da alcun desiderio di popolarità o tornaconto personale, ma dall'urgenza di mantenere alti i riflettori su quanto accaduto al suo Domenico, affinché la sua morte, avvenuta dopo un calvario di due mesi, non sia stata vana e possa portare a un cambiamento sostanziale nel sistema dei trapianti.

Le indagini e il faro degli inquirenti su Bolzano

Mentre la madre cerca conforto e forza anche tra la gente e sugli spalti, la macchina della giustizia non si ferma e prosegue nel complesso lavoro di ricostruzione di quanto avvenne il 23 dicembre scorso, il giorno dell'intervento. La Procura di Napoli, che ha iscritto nel registro degli indagati diversi sanitari – tra medici e paramedici facenti parte sia dell'équetta che ha effettuato il prelievo a Bolzano sia di quella che ha operato al Monaldi – per l'ipotesi di reato di lesioni colpose, ha allargato il proprio raggio d'azione anche all'ospedale San Maurizio di Bolzano. Qui i Carabinieri del NAS, coordinati dai colleghi di Trento, stanno cercando di fare piena luce su ogni singola fase del prelievo e, soprattutto, sulle modalità di conservazione e trasporto dell'organo destinato al piccolo. Un aspetto cruciale dell'inchiesta, che emerge dagli atti e dalle relazioni tecniche finora depositate, riguarda l'utilizzo del ghiaccio secco all'interno del contenitore termico: una scelta che, secondo i primi accertamenti, sarebbe stata fatale, avendo provocato il congelamento e il conseguente danneggiamento irreversibile del cuore, tanto che al suo arrivo a Napoli i sanitari lo avrebbero paragonato a “una pietra durissima”, costringendoli a tentare un disperato e inutile scongelamento con acqua a varie temperature. A complicare il quadro, si aggiungono anche le verifiche su eventuali criticità nella fase di perfusione dell'organo e sulla dotazione tecnica a disposizione, con la relazione del Dipartimento di Prevenzione della Provincia di Bolzano che avrebbe evidenziato un drenaggio ritenuto insufficiente e materiale refrigerante non adeguato.

Il racconto dei testimoni e il clima in sala operatoria

La richiesta di verità della madre e i nuovi accertamenti

Patrizia Mercolino, che ha depositato agli atti dell'inchiesta anche un audio in cui viene informata dell'esito di una consulenza che dichiarava il figlio non più trapiantabile, continua a chiedere con determinazione che sia fatta piena luce su ogni responsabilità. La donna, assistita dall'avvocato Francesco Petruzzi, ha manifestato più volte la volontà che la morte del suo bambino serva a migliorare un sistema che, a suo dire, l'ha tradita. In questa direzione si inserisce la sua intenzione, annunciata pubblicamente, di costituire una fondazione intitolata a Domenico, con lo scopo di tenere vivo il suo ricordo e di offrire supporto ad altri bambini e famiglie che si trovano ad affrontare percorsi di cura complessi. Sul fronte giudiziario, nelle prossime ore il giudice per le indagini preliminari dovrebbe conferire l'incarico per l'esame autoptico sulla salma, un passaggio tecnico fondamentale per stabilire con precisione le cause del decesso e l'eventuale nesso di causalità con le prescritte negligenze. La famiglia, attraverso il proprio legale, ha già preannunciato la volontà di ricusare uno dei componenti del pool di esperti, un cardiochirurgo dell'Università di Torino, ritenendo che vi possano essere elementi tali da minarne l'imparzialità richiesta per un incarico di così delicata importanza.

Puoi condividere questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.