Van der Poel entra nella storia: tris alla Roubaix, Pogacar cade e sogna la rivincita

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Mathieu van der Poel non ha lasciato spazio al caso. Sulle pietre della Parigi-Roubaix, dove ogni errore si paga caro, il campione del mondo ha scritto un altro capitolo della sua leggenda, diventando il terzo corridore a vincere per tre edizioni consecutive la "Regina delle Classiche", dopo Octave Lapize e Francesco Moser. Un’impresa che pochi avrebbero scommesso potesse ripetersi, eppure il corridore della Alpecin-Deceuninck ha dimostrato ancora una volta di essere un predestinato su quel terreno insidioso che ha reso celebre la corsa.

La vittoria, però, è arrivata anche grazie a un episodio cruciale, quello che ha visto protagonista Tadej Pogacar, il suo più temibile avversario. A 38 chilometri dal traguardo, mentre cercava di forzare il ritmo in un tratto di pavé, lo sloveno ha perso il controllo della bicicletta in una curva, cadendo rovinosamente. «Penso abbia sottovalutato la velocità», ha commentato van der Poel, che in quel momento era attaccato alla sua ruota. «Senza quell’incidente, saremmo probabilmente arrivati insieme al velodromo». Una considerazione che suona come un riconoscimento del valore dell’avversario, ma anche come la consapevolezza di aver sfruttato un’occasione irripetibile.

Pogacar, dopo la caduta, ha tentato di riagganciarsi, ma la fatica e una successiva foratura hanno definitivamente spento le sue speranze. «Una delle corse più dure della mia carriera», ha ammesso al traguardo, dove ha chiuso secondo, preceduto dal neerlandese e seguito da Mads Pedersen e Wout van Aert. Per il leader della UAE Team Emirates, che aveva già mostrato velleità di vittoria in altre classiche, la Roubaix rimane un obiettivo incompiuto, ma non per questo irraggiungibile. «Lo rivedremo l’anno prossimo», ha aggiunto van der Poel, quasi a sottolineare che la rivalità tra i due è destinata a proseguire.

Quello del corridore olandese, intanto, è un dominio che va oltre la statistica. Con questo successo, van der Poel eguaglia i tre trionfi consecutivi di Moser e Lapize, ma anche quelli – seppur non in sequenza – di giganti come Eddy Merckx, Johan Museeuw e Fabian Cancellara. Se si contano tutte le vittorie nei Monumenti, il bilancio sale a otto, lo stesso di Pogacar, in una sorta di duello a distanza che appassiona gli appassionati.

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