Morte in sala parto a Pavia: andreea e il figlio sasha perdono la vita

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Andreea Mihaela Antochi, una giovane donna di 30 anni di origine romena, è deceduta insieme al figlio che portava in grembo durante il parto all'ospedale San Matteo di Pavia. Nonostante i tentativi disperati dei medici di rianimarla dopo un arresto cardiaco e di salvare il bambino con un intervento di taglio cesareo d'emergenza, entrambi non ce l'hanno fatta. Le ultime parole di Andreea, "Mi manca l'aria, non respiro", pronunciate poco prima del tragico epilogo, sono state riportate sui cartelli dei manifestanti che si sono radunati davanti all'ospedale per chiedere giustizia.

La vicenda ha suscitato profonda commozione e indignazione, soprattutto perché Andreea, che si era recata in ospedale già da giorni lamentando dolori, era stata rimandata a casa con la rassicurazione che si trattava di sintomi normali. La mattina del tragico evento, le foto di Andreea con il pancione e la copertina ricamata con la scritta "Welcome Sasha" erano ovunque, tenute in mano dai manifestanti che, sfidando la pioggia, si sono ritrovati davanti al San Matteo per un presidio.

Il dottor Vito Trojano, presidente della Società italiana di ginecologia e ostetricia nazionale (Sigo), ha sottolineato che in Italia la mortalità materno-fetale durante il parto è tra le più basse in Europa e che l'assistenza ostetrica è altamente qualificata, in particolare nei Centri di riferimento di secondo livello come quello di Pavia. Tuttavia, il caso di Andreea ha sollevato interrogativi sulla tempestività e l'adeguatezza delle cure ricevute.

L'autopsia chiarirà i motivi del decesso, ma intanto la comunità si interroga su come sia possibile che nel 2024 si possa ancora morire di parto in Italia.

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