Biscotti senza zucchero, la classifica di Altroconsumo: meno calorie del previsto ma attenzione ai polioli

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Redazione Salute Redazione Salute   -   Negli ultimi anni i biscotti senza zuccheri aggiunti si sono affermati come una presenza sempre più diffusa e diversificata sugli scaffali della grande distribuzione, trainati da una crescente attenzione dei consumatori verso il benessere e la varietà dell’alimentazione. Prodotti che promettono di ridurre l’impatto glicemico dello snack o della colazione, ma che non sempre coincidono con l’idea di alimento leggero o «dietetico». Su questo segmento è intervenuto Altroconsumo, l’associazione indipendente che ha analizzato oltre 500 referenze presenti nei supermercati; il risultato della loro indagine, pubblicata nei giorni scorsi, sfata un mito piuttosto diffuso: togliere lo zucchero dalla ricetta non significa automaticamente tagliare le calorie in modo drastico.

Quando l’assenza di zucchero non fa la differenza

L’analisi comparativa condotta dai tecnici ha preso in esame i valori nutrizionali e il livello di trasformazione industriale dei frollini “sugar free”, confrontandoli con le versioni classiche. Ebbene, la riduzione calorica media si attesta sulle 30 kcal per 100 grammi: si passa dalle 470 kcal dei biscotti tradizionali a circa 440 kcal per quelli senza zuccheri aggiunti. Un vantaggio – se così vogliamo chiamarlo – piuttosto limitato, considerando che l’apporto di grassi rimane sostanzialmente invariato. Al posto del saccarosio, infatti, i produttori utilizzano i polioli (maltitolo e sorbitolo in testa), dolcificanti che contengono circa la metà delle calorie dello zucchero semolato ma che, a differenza di altri edulcoranti “intensivi” come la stevia, contribuiscono comunque all’apporto energetico finale.

La classifica dei migliori e il caso Gullón

Nonostante questi limiti strutturali, Altroconsumo ha comunque stilato una graduatoria dei prodotti più equilibrati. Ad aggiudicarsi il primo posto è il marchio spagnolo Gullón con i suoi “Cuor di Cereale Integrale con fiocchi di avena”, che ottengono un punteggio di 52 su 100. Questi biscotti, dolcificati con maltitolo, apportano 430 kcal per 100 grammi e si distinguono per l’elevato contenuto di fibre (circa 14 grammi), grazie all’impiego di farina integrale e fibre vegetali aggiunte. Sul podio, appena dietro, troviamo i “Zeropiù 7 cereali corn flakes” della Balocco e i frollini “Equilibrio ai 5 cereali” di Esselunga, entrambi fermi a quota 47 punti; a pari merito si piazzano anche i “Biscotti gusto cocco” della Céréal, questi ultimi particolarmente indicati per chi segue una dieta senza glutine.

Polioli ed etichette: il rovescio della medaglia

C’è però un aspetto che i genitori – e più in generale i consumatori attenti – non dovrebbero sottovalutare, ed è l’effetto collaterale legato al consumo di polioli. Tecnici e nutrizionisti avvertono: il maltitolo e i suoi simili, se assunti in quantità eccessive, possono avere un deciso effetto lassativo, provocando gonfiore e crampi addominali. Per questo motivo, la legge impone che gli alimenti contenenti più del 10% di questi composti riportino in etichetta un’apposita avvertenza. «Leggere l’etichetta resta decisivo», spiegano dall’associazione, suggerendo di non fermarsi alla grande scritta “senza zuccheri aggiunti” ma di verificare la qualità delle farine, la quantità di grassi e la presenza di ingredienti ultraprocessati come amidi modificati o aromi artificiali. Un prodotto senza zucchero, insomma, non equivale mai a un prodotto sano.

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