Minacce anarchiche a giornalisti, solidarietà bipartisan dalle istituzioni

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Una lettera minatoria, siglata con la consueta «A» cerchiata che rimanda agli ambienti anarchici, è stata recapitata giovedì scorso presso la redazione romana de Il Tempo, situata in piazza Colonna. L’episodio, reso noto ieri dal quotidiano stesso – il quale ha prontamente sporto denuncia alle autorità competenti –, ha immediatamente sollevato un’ondata di condanna da più parti del mondo politico-istituzionale, dimostrando, al di là delle divergenze, una rara unità di intenti nel respingere qualsiasi forma di intimidazione verso la stampa.

I destinatari delle minacce, contenute all’interno di una busta nella quale era acclusa anche una fotografia, sono stati individuati in alcune delle figure di spicco dell’editoria giornalistica: oltre al direttore de Il Tempo, Tommaso Cerno, sono stati minacciati l’editore del quotidiano, Giampaolo Angelucci – figlio del parlamentare leghista Antonio Angelucci –, il vicepresidente Andrea Pasini e, in un collegamento che unisce testate diverse, il direttore editoriale di Libero, Daniele Capezzone. La fotografia ritraeva, significativamente, Cerno insieme a Pasini e al vicedirettore de Il Giornale, Osvaldo De Paolini.

Le reazioni non si sono fatte attendere, arrivando trasversalmente da esponenti di governo e opposizione. Il presidente del Friuli Venezia Giulia, Massimiliano Fedriga, ha espresso la sua «solidarietà e vicinanza» ai giornalisti colpiti dalle «ignobili minacce», sottolineando come «il vile ricatto della violenza, che non è da sottovalutare, non va solo perseguito secondo legge ma stroncato dalla condanna unanime» di tutta la società.

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