Domenica al museo, la marea umana travolge Pompei e il Mann: 6.305 ingressi al Museo Archeologico

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Redazione Interno Redazione Interno   -   La prima domenica di maggio, quella che porta con sé l’immancabile appuntamento con l’iniziativa del Ministero della Cultura, ha trasformato i luoghi d’arte in un formidario termometro del malessere urbano. Mentre la normativa – lo ricordiamo – prevede l’accesso gratuito ogni primo fine settimana del mese nei musei e nei parchi archeologici statali -4-6, sono stati proprio i numeri, netti e inesorabili, a raccontare una realtà fatta di pazienza e passione civile.

L’assedio pacifico agli Scavi e le code chilometriche

Pompei, la regina incontrastata del circuito archeologico nazionale, ha registrato il tutto esaurito già alle otto del mattino, un’ora prima del consueto spalancamento dei cancelli. I turisti, formando un serpentone lungo oltre tre chilometri, hanno atteso pazientemente sotto il sole, presidiati dagli agenti della polizia locale coordinati dal colonnello Gaetano Petrocelli, che hanno garantito la sicurezza di pellegrini moderni giunti da ogni angolo del globo per ammirare l’antica città sepolta dalla cenere. La gestione dei flussi, va detto, è stata affidata alla logistica dei tornelli: niente biglietteria, accesso diretto per smaltire la pressione e contenere l’invasione entro il limite giornaliero di ventimila visitatori.

Il Museo Archeologico e Palazzo Reale: il trionfo della presenza fisica

Spostandosi a Napoli, il cuore pulsante della cultura si è rivelato al Museo Archeologico Nazionale (Mann), il quale ha sfondato il muro dei seimila ingressi toccando quota 6.305 presenze, un dato in forte crescita rispetto ai 5.300 del mese precedente e ben lontano dal magro bottino – si fa per dire – di 1.963 visitatori registrato il primo maggio, giorno in cui il biglietto era invece a pagamento. Perfino il Museo di Capodimonte ha risposto con ottimi numeri, archiviando 4.197 presenze, mentre a sorprendere è stata l’esplosione di visitatori a Castel Sant’Elmo, che ne ha accolti addirittura 7.570, portando il totale del fine settimana a oltre undicimila ingressi.

Non è andata diversamente per la Reggia: Palazzo Reale, dopo i 1.942 visitatori di venerdì, ha salutato la domenica con una marea di 6.916 persone, mentre la Certosa di San Martino si è fermata a 2.776 ingressi e il Duca di Martina a Villa Floridiana ne ha contati 600. Tutti questi numeri compongono il mosaico di un fenomeno che ormai non ha più bisogno di presentazioni.

Torino e il sistema musei, tra mostre “Sold Out” e code ai Reali

Nè migliore è stata la situazione nel capoluogo piemontese. I Musei Reali di Torino, infatti, hanno distribuito 16.679 biglietti nell’arco del lungo ponte, con migliaia di visitatori che hanno fatto irruzione per salutare la chiusura della rassegna “Orazio Gentileschi. Un pittore in viaggio” – la quale ha contato 1.712 soli ingressi nell’ultimo weekend – e per ammirare i tesori della Galleria Sabauda prima della fine della mostra su Beato Angelico.

La geografia dell’accesso: elenco e luoghi della gratuità

Oltre ai già citati siti di Pompei, Ercolano e dei Campi Flegrei, l’offerta gratuita ha abbracciato anche la bellissima Certosa di San Giacomo a Capri, la suggestiva Grotta Azzurra, e perfino le aree interne dell’Avellinese, a testimonianza di una capillarità che, se da un lato democratizza l’arte, dall’altro rischia di congestionare le medesime eccellenze. Per chi scrive, mentre la folla si accalcava nelle sale del Mann e nei Giardini Reali – dove solo a Torino sono stati registrati 6.868 ingressi nell’area verde – il significato profondo dell’iniziativa ministeriale osservava i suoi effetti più evidenti nelle lunghe attese sotto il sole.

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