Thomas Ceccon secondo nei 100 dorso in Cina, McEvoy riscrive la storia nei 50 stile libero

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Redazione Sport Redazione Sport   -   Si è aperta nel segno di Thomas Ceccon per i colori azzurri la cronaca della seconda giornata dei China Open di Shenzhen, una manifestazione che, complice l’assenza dei grandi appuntamenti stagionali, sta regalando spunti interessanti in chiave di proiezione futura. Il campione veneto, dopo il secondo posto conquistato nella frazione più breve del dorso, ha confermato il suo stato di forma anche nei “suoi” 100 metri, la distanza che lo ha reso celebre a livello planetario grazie all’oro olimpico. In una gara solida e controllata, Ceccon ha fermato il cronometro sul 53.38, una prestazione di buon livello che però, per il secondo giorno consecutivo, si è dovuta inchinare alla superiorità del sudafricano Pieter Coetze.

Il bis di Coetze e la solidità di Ceccon

Coetze, già vincitore nella sessione d’apertura sulla distanza dei 50, ha imposto il proprio passo anche sui 100, completando il bis con il tempo di 52.73. Il sudafricano, che sta emergendo come una delle realtà più consistenti del panorama internazionale nella specialità, ha costruito il successo su una partenza devastante e una gestione della vasca che ha lasciato poche speranze agli inseguitori. Per Ceccon, invece, la conferma arriva dalla capacità di restare aggrappato al vertice della classifica mondiale nonostante un avvio di stagione ancora interlocutorio: l’azzurro ha trovato continuità nelle prestazioni, un elemento che, in una competizione di secondo piano come questa, assume comunque un valore significativo in ottica di carico di lavoro.

Cameron McEvoy cancella il muro di Cielo

Se il duello nei fondali ha tenuto banco per gli appassionati della tecnica, è però dall’acqua limpida dei 50 stile libero che arriva la notizia destinata a rimanere negli annali. Cameron McEvoy, il trentunenne della Gold Coast che durante la sua carriera ha coltivato il sogno di diventare astronauta – una passione, questa, che forse inseguirà a nuoto terminato – ha realizzato quella che, con ogni probabilità, resterà come la performance più iconica della manifestazione. L’australiano ha nuotato in 20.88, cancellando un record che sembrava destinato a resistere ancora a lungo: il 20.91 del brasiliano Cesar Cielo Filho.

Il lungo viaggio di un primato che veniva dal 2009

Era il 18 dicembre del 2009 quando Cielo, a San Paolo, firmò quel tempo. Erano gli ultimi bagliori di un’epoca controversa per il nuoto, quella dei “costumoni” in poliuretano, costumi interi che garantivano un galleggiamento semiautomatico e, di fatto, un “aiutino” non indifferente in termini di prestazione. Pochi giorni dopo quella gara, la federazione internazionale avrebbe bandito quelle tecnologie, congelando così i primati stabiliti in quella finestra temporale. Il 20.91 di Cielo era diventato, con il passare degli anni, il più longevo dei record mondiali rimasti in piedi in vasca lunga, un simbolo di un’era che non si sarebbe più ripetuta. McEvoy, con una nuotata pulita e priva di quelle assistenze ormai vietate, ha spostato ulteriormente in avanti il limite dell’impossibile, diventando a tutti gli effetti il nuovo uomo nuotatore più veloce del mondo. Per il nuoto italiano, invece, la giornata lascia la sensazione di un Ceccon in piena crescita, capace di confermarsi sui blocchi di partenza anche quando il contesto non è quello infuocato delle grandi rassegne.

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