Attacco a Parigi e attentato a Berlino, l'Europa sotto choc per la scia di violenza

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Redazione Esteri Redazione Esteri   -   Un mattino di fine luglio che si tinge di sangue, quello di ieri a Parigi, dove un uomo armato di due coltelli da cucina ha seminato il panico nei pressi di Porte de Clichy, nel nord-ovest della capitale francese. L'aggressore, un 31enne descritto dalle autorità come una persona con problemi di salute mentale, ha preso di mira tre giovani donne di 19, 24 e 36 anni, una delle quali in stato di gravidanza, in un attacco che, per le modalità e per le frasi pronunciate durante l'arresto, ha immediatamente riacceso i riflettori sul fragile equilibrio della sicurezza europea.

L'episodio si inserisce in una scia di violenza che ha scosso il Vecchio Continente, dopo il grave attentato al Gay Pride di Berlino, dove il sospettato, Abdul Ballout, è stato ucciso dalla polizia in un conflitto a fuoco nella periferia della città tedesca.

L'aggressione a Parigi: tre donne accoltellate e le parole dell'assalitore

Erano circa le 11.30 di lunedì 27 luglio quando, secondo le ricostruzioni, l'uomo ha estratto le armi da un sacchetto, iniziando a colpire le malcapitate in pieno giorno, alla fermata del tram di Porte de Clichy. Due delle vittime hanno riportato ferite gravi, rispettivamente alla regione lombare e all'addome, mentre la terza è stata ferita in modo meno grave a una spalla.

Tutte sono state immediatamente soccorse e trasportate in ospedale, ma il ministro dell'Interno francese, Laurent Nuñez, ha voluto rassicurare l'opinione pubblica dichiarando che, nonostante la gravità delle lesioni, nessuna delle tre donne sarebbe in pericolo di vita.

La prontezza di un agente di polizia fuori servizio si è rivelata decisiva per bloccare l'aggressore e scongiurare un bilancio ancora più pesante. L'uomo, avvistato mentre brandiva i coltelli in mezzo alla folla, è stato seguito e neutralizzato grazie all'intervento di una pattuglia sopraggiunta in rinforzo.

Un video diffuso sui social mostra il momento in cui il sospetto, immobilizzato a terra da alcuni cittadini e poliziotti, pronuncia la frase che sta facendo discutere gli inquirenti e i media di tutta Europa: «È stato Allah a ordinarmelo». Un'esclamazione che, sebbene abbia subito orientato le prime ipotesi investigative verso la matrice terroristica, è stata accolta con estrema cautela dalle autorità, che segnalano un quadro confuso e contraddittorio.

La cautela degli inquirenti e il profilo dell'aggressore

Nonostante la frase pronunciata dall'uomo durante l'arresto, le autorità francesi invitano alla prudenza prima di attribuire l'accaduto a un atto di terrorismo islamista. Il ministro Laurent Nuñez ha dichiarato di voler rimanere "molto cauto riguardo al movente di questo atto violento", sottolineando come il fermato abbia rilasciato dichiarazioni giudicate incoerenti e abbia fornito un'identità falsa, senza avere con sé documenti di riconoscimento.

I primi elementi raccolti dagli investigatori dipingono il ritratto di un uomo con turbe psichiche, un profilo che sembra allontanarsi da quello del tradizionale lupo solitario radicalizzato.

Attualmente, la procura di Parigi ha aperto un'inchiesta per "tentato omicidio aggravato", mentre la procura nazionale antiterrorismo segue gli sviluppi senza, al momento, essersi incaricata delle indagini. La decisione riflette la complessità di un caso che si muove sul sottile confine tra la follia individuale e l'ideologia estremista, una zona grigia sempre più frequente negli episodi di violenza che hanno colpito il cuore dell'Europa.

La furia di Berlino: l'attentato al Gay Pride e l'uccisione del sospetto

Mentre Parigi contava le sue ferite, a Berlino si chiudeva drammaticamente la caccia al responsabile dell'attentato al Christopher Street Day, il celebre Gay Pride della capitale tedesca. Abdul Ballout, un cittadino tedesco di 21 anni con origini libanesi, è stato ucciso dalla polizia domenica sera nel quartiere di Spandau, dopo un inseguimento durato quasi 24 ore.

Il giovane, sospettato di aver alla guida di un furgone contro la folla nei pressi del Tiergarten, causando la morte di una donna polacca e il ferimento di altre 29 persone, ha opposto resistenza armato di un coltello, venendo prontamente abbattuto dagli agenti.

Il ministro dell'Interno tedesco, Alexander Dobrindt, non ha avuto dubbi nel definire l'accaduto come un "attacco terroristico islamista", rivelando dettagli inquietanti sul passato di Ballout. Il 21enne, già noto alle forze dell'ordine per precedenti reati, aveva tentato nel 2025 di raggiungere la Siria per unirsi allo Stato Islamico, venendo arrestato in Libano e condannato a tre mesi di reclusione per incitamento alla discordia religiosa e settaria.

Rientrato in Germania, era stato nuovamente arrestato e, lo scorso maggio, condannato a un anno e dieci mesi di carcere (con pena sospesa) per "preparazione di un grave atto di violenza" e propaganda dell'ISIS. La sua liberazione, in attesa dell'appello della procura, è stata al centro di aspre critiche, con il ministro Dobrindt che ha definito la decisione "incomprensibile".

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