Assassin's Creed Shadows domina le classifiche tra luci e ombre di un Giappone feudale impeccabile
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Redazione Scienza e Tecnologia
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L’ultimo capitolo della saga di Ubisoft, Assassin's Creed Shadows, si presenta come un viaggio meticoloso nel Giappone del XVI secolo, ricostruito con una cura che rasenta la perfezione storica. Tuttavia, nonostante l’ambientazione maestosa e un comparto tecnico ineccepibile, manca quel colpo di scena, quell’innovazione capace di lasciare senza fiato come accadeva nei primi titoli della serie. Il gioco, che aveva il compito di rilanciare un franchise da 200 milioni di copie, si ritrova diviso tra l’ammirazione per la sua accuratezza e il sospetto di aver sacrificato l’originalità a favore di un’estetica impeccabile.
I numeri, però, parlano chiaro: Shadows ha conquistato la vetta della classifica Steam questa settimana, superando titoli come l’horror cooperativo R.E.P.O. e l’avventura Split Fiction. Lo stesso successo si riflette nel mercato fisico del Regno Unito, dove il gioco ha scavalcato persino altri colossi Ubisoft, dimostrando che, al di là delle critiche, il brand mantiene un appeal innegabile.
Non tutto, però, è stato semplice. L’azienda francese ha dovuto affrontare una bufera di commenti tossici sui social, tanto da ricorrere a misure legali per proteggere i propri sviluppatori. Una mossa che evidenzia quanto, dietro a un prodotto di questa portata, ci siano persone esposte a pressioni e attacchi spesso ingiustificati.
Parallelamente, mentre Assassin's Creed Shadows tiene banco nel mondo dei videogiochi, altre iniziative culturali si preparano a catturare l’attenzione degli appassionati. La masterclass di regia con Mimmo Calopresti, disponibile online dal 25 marzo, e il corso sull’intelligenza artificiale applicata al filmmaking, in programma dal 1° aprile, dimostrano come l’industria dell’intrattenimento continui a evolversi, mescolando tradizione e innovazione.




