G8 di Genova, 25 anni dopo il corteo dei migranti riapre il ricordo

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Il G8 di Genova iniziò il 19 luglio 2001 con il corteo dei migranti, una giornata di mobilitazione che precedette gli scontri, la morte di Carlo Giuliani, l’irruzione alla scuola Diaz e le violenze nella caserma di Bolzaneto. A 25 anni di distanza, quella prima giornata torna al centro del racconto attraverso le testimonianze di chi era presente e di chi ha seguito gli eventi. Primocanale ricorda le ore di un corteo pacifico che segnò l’avvio di un vertice destinato a lasciare un segno nel dibattito sulle manifestazioni di massa e sulla gestione dell’ordine pubblico.

Il 19 luglio 2001 e il corteo dei migranti a Genova

Prima delle immagini degli scontri e delle inchieste giudiziarie, il capoluogo ligure visse una giornata dedicata ai migranti e alla mobilitazione del Social Forum. Il corteo del 19 luglio rappresentò l’inizio delle iniziative legate al G8 di Genova e si svolse in una città già trasformata da misure di sicurezza e controlli. Primocanale seguì la giornata in diretta fin dalle prime ore del mattino, come aveva fatto per gli appuntamenti precedenti e avrebbe continuato a fare nei giorni successivi, raccontando una città sospesa tra il confronto politico atteso e il timore di tensioni.

Nel racconto di quei giorni emerge il contrasto tra la partecipazione di migliaia di persone arrivate da diverse parti del mondo e il clima che avrebbe caratterizzato le giornate successive. Dopo il 19 luglio arrivarono gli episodi che hanno segnato la memoria del vertice: la morte di Carlo Giuliani, gli interventi delle forze dell’ordine alla scuola Diaz, dove dormivano alcuni manifestanti, e le denunce sulle violenze nella caserma di Bolzaneto. Il G8 di Genova è rimasto così legato sia alle immagini degli scontri sia alle domande sulla gestione dell’ordine pubblico.

Le testimonianze su Diaz, violenze e memoria del vertice

Venticinque anni dopo, il G8 di Genova continua a essere ricordato attraverso le persone che hanno vissuto quei momenti da posizioni diverse. Nel 2001 il pubblico ministero Enrico Zucca si occupò del filone relativo alle violenze degli agenti alla scuola Diaz, mentre Vittorio Agnoletto ha ricordato l’ingresso nella struttura dopo l’irruzione della Polizia e le immagini di sangue viste all’interno dell’edificio. Le testimonianze raccolte nel tempo riportano l’attenzione su una fase della storia italiana ancora presente quando si parla di manifestazioni, sicurezza e responsabilità istituzionali.

Tra i ricordi di quei giorni ci sono anche le immagini dell’assemblea del Social Forum e la presenza di persone provenienti da ogni parte del pianeta. Luca Casarini, che nel 2001 partecipava alle mobilitazioni con le tute bianche e oggi guida con Mediterranea le missioni di recupero dei migranti, ha raccontato il legame tra quelle esperienze e le battaglie affrontate negli anni successivi. Nel ricordo di una stagione di protesta globale emerge anche la voce di chi cercava di collegare le decisioni economiche internazionali alle conseguenze vissute dalle persone nella vita quotidiana.

Il racconto di una stagione di mobilitazione globale

Nel suo racconto dei 25 anni dal G8 di Genova, Casarini richiama anche la testimonianza di un pescatore delle Filippine citata nel libro, legata agli effetti delle decisioni prese nei grandi centri finanziari internazionali. Il riferimento riguarda in particolare gli accordi di libero commercio e il modo in cui queste scelte potevano ricadere direttamente sulla vita delle persone. Accanto alle immagini dolorose della scuola Diaz, resta quindi anche il ricordo di un’assemblea internazionale vissuta da molti partecipanti come un momento in cui era possibile provare a incidere sul futuro e sulla storia.

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