Mara Venier ad Atreju, tra "nazionalpopolare" e i volti della tv

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
INTERNO Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Interno Redazione Interno   -   In un intervento che ha colto molti di sorpresa, Mara Venier ha delineato con schiettezza il suo posizionamento nel panorama televisivo italiano, durante un panel della kermesse Atreju organizzata da Fratelli d’Italia. La conduttrice, la quale in passato aveva già replicato alle polemiche sulle cosiddette “TeleMeloni”, ha infatti affermato senza mezzi termini di essere felice quando viene definita “nazionalpopolare”, una dichiarazione che ha costituito l’apertura di un dibattito dedicato alla cultura e alla televisione di largo consumo. Quel che ne è emerso, al di là delle posizioni politiche spesso associate all’evento, è stata una riflessione su un immaginario condiviso, di cui lei e gli altri ospiti presenti – Carlo Conti, Marco Liorni ed Ezio Greggio, in collegamento – sono considerati, ciascuno a proprio modo, interpreti riconoscibili e di successo.

Un palco che richiama il salotto televisivo

L’allestimento stesso del dibattito, con un fondale blu e poltrone bianche che evocavano un familiare salotto da prima serata, ha sottolineato il fulcro della conversazione: il rapporto diretto con il pubblico e la capacità di intercettarne i gusti, aspetto che la Venier ha più volte difeso nel corso della sua lunga carriera. Le sue parole, che hanno evitato di scivolare in una retorica di parte per concentrarsi invece su un orgoglio professionale legato alla popolarità, hanno offerto uno spunto sulla natura di certi programmi, i quali, spesso al centro di critiche accademiche o ideologiche, costruiscono nondimeno un tessuto comune di riferimento per milioni di persone.

Il contesto della manifestazione

L’incontro con la conduttrice si è inserito nel fitto programma della ventiseiesima edizione di Atreju, intitolata “Sei diventata forte – L’Italia a testa alta”, che ha visto susseguirsi numerosi appuntamenti di diversa natura. Nella stessa giornata, per citarne alcuni, si è tenuto un dibattito sulla separazione tra politica e accademia con la ministra dell’Università, mentre un altro momento è stato dedicato alle questioni ambientali ed energetiche, con interventi sulla necessità di tutelare il mare senza però vanificare le esigenze industriali. Prima del panel televisivo, la kermesse aveva anche reso omaggio, attraverso un premio alla carriera ritirato dalla figlia, alla figura del maestro Beppe Vessicchio, a ricordare come l’intrattenimento e la cultura passino da linguaggi molteplici.

Oltre la politica, il racconto di un medium

La scelta di invitare personaggi così radicati nell’immaginario collettivo, del resto, parla di una volontà di esplorare le forme della comunicazione di massa al di là delle strettoie della polemica contingente. Quello che la Venier ha difeso, in sostanza, è un approccio al mestiere che, pur senza ignorare le critiche, rivendica il valore di un contatto autentico con chi sta dall’altra parte dello schermo. Una posizione, la sua, che si è così aggiunta al mosaico di voci della manifestazione, contribuendo a un discorso più ampio sul ruolo sociale dell’intrattenimento e su cosa significhi, oggi, essere popolari in un paese dalle sensibilità così frammentate.

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.