Atreju, i big della tv sul palco: «Orgogliosi di essere nazionalpopolari»

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Redazione Interno Redazione Interno   -   Sotto la grande volta di plexiglas che incornicia Castel Sant'Angelo, per un giorno il palcoscenico di Atreju – la kermesse di Fratelli d'Italia – si è trasformato in un salotto televisivo, dove il fondale blu e le stelle stilizzate facevano da sfondo a un panel dedicato alla televisione e alla cultura cosiddetta "nazionalpopolare". Seduti su comode poltroncine bianche, Carlo Conti, Mara Venier e Marco Liorni, con Ezio Greggio in collegamento, hanno dialogato con un pubblico che, in prima fila, vedeva schierati alcuni dei principali esponenti del partito, pronti a ridere e a battere le mani compatti. Una presenza, quella dei conduttori più amati del piccolo schermo, che ha certificato un colpo mediatico di rilievo per la manifestazione, fondendo abilmente l'atmosfera della festa di partito con l'idea di un progetto politico che ambisce a rappresentare l'intera nazione.

Il racconto in studio e l'orgoglio di un'etichetta

Ad aprire il confronto è stata Mara Venier, la quale, con il suo inconfondibile stile diretto, ha subito chiarito il proprio sentire riguardo a una definizione spesso usata in senso dispregiativo. «Quando mi danno della nazionalpopolare, sono felice», ha affermato, sdoganando con fierezza un'aggettivazione che, in passato, aveva invece suscitato reazioni ben diverse. La conduttrice ha infatti ricordato l'episodio in cui Pippo Baudo si offese profondamente perché l'allora presidente della Rai, Manca, classificò i suoi programmi con quella stessa etichetta. Un contrasto che evidenzia come la percezione di quel termine sia mutata nel tempo, o quantomeno come oggi venga rivendicata senza riserve da chi, in televisione, ha costruito un rapporto solido e duraturo con il grande pubblico.

Una platea d'eccezione e il progetto politico

La scelta di convocare i volti di programmi come Sanremo, Domenica In, L'Eredità e Striscia la Notizia non è stata casuale, ma risponde a una precisa strategia di comunicazione che mira a tenere insieme la dimensione della festa e quella della proposta politica. Così come il Titolo della manifestazione, "Sei diventata forte – L'Italia a testa alta", allude a un percorso condiviso tra il Paese e la sua leader, la presenza di questi personaggi televisivi sembra voler suggellare un legame con un immaginario collettivo ampio e trasversale. I conduttori, dal canto loro, hanno tenuto a precisare di non essere lì per salire sul carro dei vincitori, ma per testimoniare un legame autentico con un certo modo di fare intrattenimento e cultura.

Il contesto della kermesse e gli altri ospiti

L'incontro con i big della tv si è inserito nel fitto programma della ventiseiesima edizione di Atreju, che prosegue i suoi lavori a Castel Sant'Angelo con numerosi altri appuntamenti. Tra i momenti più attesi della stessa giornata, un dibattito su politica e accademia con la ministra dell'Università, e un altro confronto sulla separazione delle carriere con personaggi come il ministro della Giustizia Nordio, l'ex magistrato Di Pietro e il costituzionalista Cassese. La manifestazione, insomma, conferma la sua natura di contenitore polifonico, dove agli approfondimenti istituzionali si affiancano momenti di spettacolo e di riflessione sulla cultura di massa, in un continuo rimando tra l'ambizione di governo e la ricerca di un consenso popolare.

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