Milan-Udinese, l’ora della verità per Allegri: turnover e nuovi moduli per dimenticare Napoli
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Redazione Sport
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Sabato a San Siro, con fischio d’inizio previsto per le ore 18, il Milan è chiamato a una reazione immediata dopo lo scivolone che, di fatto, ha chiuso ogni discorso relativo alla corsa Scudetto. La sconfitta di lunedì sera al Maradona, maturata su un gol di Politano che ha tagliato le gambe ai rossoneri, ha lasciato il segno non solo in classifica – dove ora il distacco dall’Inter capolista tocca i nove punti – ma anche nell’umore di un ambiente che sperava in un finale di stagione diverso. L’avversario che si para davanti, l’Udinese di Kosta Runjaic, non ha però alcuna intenzione di fare da sparring partner: i friulani, forti di una posizione tranquilla in graduatoria, puntano a consolidare il loro margine sulla zona calda e, chissà, a insidiare il terzo posto dei padroni di casa.
Lo scenario e le scelte di formazione
La partita di ritorno, insomma, assume i contorni di un esame di maturità per Massimiliano Allegri. Il tecnico, consapevole che la sconfitta di Napoli non deve destabilizzare il lavoro di un intero anno, ha parlato chiaro alla vigilia: “I primi due giorni sono stati difficili, ma poi bisogna virare sull’obiettivo”. E l’obiettivo, ormai, è blindare il piazzamento tra le prime quattro per assicurarsi la prossima Champions League. Per farlo, Allegri sembra intenzionato a mischiare le carte in tavola, abbandonando il consolidato 3-5-2 per abbracciare un più offensivo 4-3-3. Un azzardo tattico, quest’ultimo, che servirebbe a dare ossigeno a elementi del calibro di Pulisic e Leao, fin qui limitati da acciacchi fisici e da un rendimento altalenante; con loro, sulla punta, dovrebbe agire Gimenez, preferito a Fullkrug nonostante il momento di forma altalenante del messicano reduce da un lungo stop. In difesa, invece, si rivedrà Gabbia – non ancora al top ma convocato – accanto a Pavlovic, mentre il ballottaggio per le fasce vede coinvolti Bartesaghi e il rientrante Estupinan.
L’Udinese vista da Runjaic
Dall’altra parte della barricata, Kosta Runjaic si presenta a San Siro con la serenità di chi non ha nulla da perdere ma tantissimo da guadagnare. Il tecnico tedesco, che non ha mai ottenuto punti contro il Milan da quando siede sulla panchina bianconera, ha ribadito la volontà di fare una bella figura: “Abbiamo meno pressione rispetto ad altre squadre, ma le motivazioni non ci mancano. Possiamo giocare con la testa sgombra, ma non significa essere troppo spensierati”. La ricetta di Runjaic per impensierire la seconda miglior difesa del campionato passa per la solidità del 3-5-2, modulo con il quale affronterà la gara per evitare le ingenuità viste nella sconfitta dell’andata. Ritrovato l’attaccante Davis, reduce da un turno di squalifica e subito titolare, l’Udinese affiderà le chiavi della manovra a Zaniolo, chiamato a fare da collante tra centrocampo e attacco per sfondare il muro rossonero.
Il peso specifico del fattore San Siro
Sarà quindi una partita nervosa, giocata sul filo degli episodi e sulla capacità del Milan di assorbire la pressione. “San Siro può essere un fattore”, ha ammesso Allegri, consapevole che il calore del proprio pubblico può trasformarsi in un’arma a doppio taglio se la squadra dovesse soffrire. La sconfitta interna rimediata settimane fa ha già mostrato qualche crepa, ma la sensazione è che stavolta i rossoneri non possano più permettersi passi falsi. Da qui alla fine, come ha sottolineato il tecnico, deve regnare l’equilibrio: “Un passo alla volta bisogna arrivarci, senza farsi travolgere dagli eventi”. Con l’Inter ormai lanciata verso il tricolore e il Napoli saldamente al secondo posto, per i padroni di casa non c’è più margine di errore. L’Udinese, dal canto suo, attende solo il momento giusto per colpire di rimessa, sperando di interrompere un digiuno che dura ormai da troppi confronti diretti.




