Trump e le elezioni Usa, accuse di brogli e minacce ai giornalisti
Articolo Precedente
Articolo Successivo
Redazione Esteri
-
Le elezioni presidenziali negli Stati Uniti, già definite le più imprevedibili di sempre, si preannunciano come le più lunghe della storia. I sondaggi indicano un testa a testa tra Kamala Harris e Donald Trump, il che potrebbe ritardare l'annuncio del vincitore fino al 6 novembre. I seggi chiuderanno alle 18 ora della costa Est, mezzanotte in Italia, iniziando con Indiana e Kentucky.
Donald Trump, ex presidente e candidato repubblicano, ha dichiarato che il vincitore dovrebbe essere proclamato la sera stessa delle elezioni. Tuttavia, ha anche espresso il desiderio che qualcuno spari contro i giornalisti, minacciando una guerra commerciale contro l'Europa. Protetto da vetri antiproiettile, Trump ha parlato davanti a una folla in Pennsylvania, affermando che per colpirlo qualcuno dovrebbe sparare attraverso le "fake news", cosa che non gli dispiacerebbe affatto.
Queste dichiarazioni, che confermano voci e indiscrezioni circolate nei giorni precedenti, fanno parte di una strategia più ampia di autoproclamazione come vincitore, indipendentemente dall'esito del voto. Le parole di Trump, che ha minacciato la stampa e insinuato brogli elettorali, hanno suscitato reazioni contrastanti e preoccupazioni per la sicurezza dei giornalisti e l'integrità del processo elettorale.
In questo contesto, le elezioni del 2024 si profilano come un evento cruciale non solo per gli Stati Uniti, ma anche per le relazioni internazionali e la stabilità globale.




