Leclerc, gli incidenti del 2026 pesano: il conto per la Ferrari

Articolo Precedente

precedente
Articolo Successivo

successivo
SPORT Preferisci Informazione.News su Google

Redazione Sport Redazione Sport   -   Gli incidenti di Leclerc nel 2026 stanno lasciando un conto pesante alla Ferrari: le stime sui danni accumulati durante la stagione indicano circa 1,888 milioni di dollari in riparazioni. L’ultimo episodio è arrivato nel Gran Premio d’Italia, con il violento impatto alla curva Alboreto che ha distrutto la monoposto e interrotto la gara del monegasco quasi subito. L’incidente sul circuito brianzolo è stato valutato intorno ai 910 mila dollari e rappresenta una parte consistente della spesa attribuita agli episodi che hanno coinvolto il pilota durante l’anno.

Da Miami a Monaco, gli episodi che hanno fatto crescere i danni

La sequenza era cominciata a Miami, dove il pilota aveva toccato il muro nell’ultimo giro. Quell’episodio aveva avuto anche conseguenze sportive: dopo la gara era arrivata una penalità di 20 secondi che lo aveva fatto scivolare fino all’ottava posizione. Il fine settimana statunitense aveva così aperto una serie di appuntamenti complicati nei quali gli inconvenienti in pista si sono tradotti, in modi diversi, in lavoro aggiuntivo per la squadra e in occasioni perse sul piano del risultato.

A Monaco il bilancio si era aggravato ulteriormente attraverso due episodi distinti. Il primo era arrivato durante la qualifica, mentre un altro impatto aveva chiuso prematuramente la gara quando il monegasco occupava una posizione da podio. In quest’ultimo caso, però, attribuire l’accaduto a un semplice errore di guida sarebbe improprio: il pilota aveva riferito un grave problema all’impianto frenante, spiegando che soltanto uno dei quattro freni stava funzionando correttamente. Il ritiro nel Principato rientra quindi nella lista dei danni stagionali, ma con un’origine diversa rispetto ad altri contatti.

Anche il successivo appuntamento di Barcellona aveva richiesto nuove riparazioni dopo un incidente in Q3, che aveva lasciato la vettura soltanto in decima posizione sulla griglia di partenza. La domenica aveva poi avuto un epilogo differente: dopo essere risalito nel gruppo, il pilota era stato costretto al ritiro nelle fasi finali per un problema idraulico. La distinzione è importante perché la stagione comprende sia urti che hanno comportato interventi sulla monoposto sia guasti tecnici indipendenti dalla condotta del pilota, elementi che non possono essere considerati allo stesso modo nella lettura delle difficoltà incontrate.

Il disastro del GP d’Italia e le tensioni nel box

A Monza il weekend si è complicato già nelle prime curve. Partito dalla terza posizione, il monegasco si è trovato ruota a ruota con Lewis Hamilton alla Prima Variante e il compagno è finito nella ghiaia, perdendo diverse posizioni. Poco dopo, mentre era sotto pressione e difendeva la propria posizione, la SF-26 ha perso aderenza in accelerazione all’uscita della Parabolica ed è finita violentemente contro le protezioni. L’impatto ha portato all’esposizione della bandiera rossa e alla necessità di ricostruire la barriera di pneumatici, mentre il pilota è uscito autonomamente dall’abitacolo ed è stato sottoposto ai controlli medici.

Quanto accaduto nelle fasi iniziali della corsa ha avuto conseguenze anche nei rapporti interni. Hamilton ha successivamente chiarito di avere affrontato direttamente l’episodio con il compagno, mentre Frederic Vasseur ha parlato con entrambi dopo il fine settimana italiano. Il team principal ha respinto l’idea che la situazione rappresenti la prova di una frattura nella squadra, pur riconoscendo che alcuni aspetti dovessero essere chiariti. Il sette volte campione del mondo ha inoltre sottolineato la necessità di migliorare la gestione e la comunicazione quando le due vetture si trovano a lottare tra loro.

Perché il costo degli incidenti incide sul lavoro della squadra

Il dato economico acquista peso perché le riparazioni non riguardano soltanto la sostituzione visibile di ali o carrozzeria. Un impatto importante può richiedere interventi su numerosi componenti e costringere il reparto tecnico a dedicare risorse alla ricostruzione della monoposto invece che alle normali attività previste durante una stagione. Per questo la frequenza degli incidenti diventa una variabile concreta anche nella gestione operativa, soprattutto quando gli episodi si concentrano in più weekend e coinvolgono vetture danneggiate in maniera significativa.

La cifra attribuita ai danni colloca inoltre il pilota in cima alle stime stagionali relative ai costi degli incidenti tra i protagonisti della griglia. Il valore, trattandosi di una valutazione delle riparazioni e non di un rendiconto ufficiale dettagliato della squadra, va letto come una stima del peso economico degli impatti accumulati. Resta però un indicatore utile per misurare una conseguenza meno evidente dei ritiri e degli errori: oltre ai punti che possono sfumare in pista, ogni monoposto da ricostruire assorbe componenti, ore di lavoro e risorse tecniche durante lo sviluppo del campionato.

Puoi riutilizzare questo articolo o riprenderne i contenuti, anche parzialmente, citando la fonte con link attivo a informazione.news, il portale online di notizie e approfondimenti.