Ferrari nel buio, Leclerc alza bandiera bianca dopo il flop di Singapore
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Redazione Sport
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Charles Leclerc, che poche settimane fa aveva indicato in Singapore un'occasione per riscattare una stagione avara di soddisfazioni, ha ora alzato bandiera bianca in un weekend anonimo, se non apertamente negativo, per la scuderia di Maranello. L'ennesima prestazione deludente, consumatasi nel Gran Premio asiatico, ha confermato le difficoltà di una squadra che non riesce a superare certi limiti strutturali e strategici, come emerso con chiarezza già dalle qualifiche. Il pilota monegasco, del resto, aveva già abbassato l'asticella delle aspettative alla vigilia, in un comprensibile tentativo di contenere le illusioni dopo le delusioni accumulate in altri circuiti.
Una stagione complessa per la Ferrari
La stagione della Ferrari vive uno dei suoi momenti più complessi, contrassegnato da soli cinque podi, tutti firmati da Leclerc, e dalla mancanza di un vero punto di forza tecnico sulla vettura. L’altro pilota, da cui ci si aspetterebbe un contributo determinante, sta attraversando quella che viene universalmente riconosciuta come la peggior annata della sua lunga carriera, mentre la monoposto si è rivelata progressivamente inadeguata nel tenere testa a rivali in netta ascesa come McLaren e Red Bull, senza tralasciare il ritorno competitivo della Mercedes. A Maranello, dove la necessità di reagire si fa ogni giorno più stringente, sembra mancare sempre qualcosa per compiere il decisivo salto di qualità.
L'assenza di un piano alternativo
Per il secondo anno consecutivo, a Singapore è mancato quel caos, quelle safety car e quelle impreviste incognite di gara che, in passato, avrebbero potuto aprire a strategie audaci e a colpi di scena. Privata di questi elementi, che in teoria potrebbero favorire chi è costretto a inseguire, la Ferrari non ha avuto altra gara se non quella di scivolare nel completo anonimato, lontana dalle posizioni che contano e avvitata in una crisi tecnica e organizzativa che pare attanagliare ogni reparto. Emerge, da più parti, la sensazione di una squadra in cui manchi clamorosamente una chiara direzione, un faro in grado di guidare lo sviluppo della vettura e le scelte in pista.
La rassegnazione dei piloti
Lo sfogo del monegasco, con dichiarazioni dure che hanno fatto il giro del paddock, è sotto gli occhi di tutti e fotografa una rassegnazione che ormai sembra aver contagiato anche i piloti, i quali appaiono irrimediabilmente arresi dinanzi all’incapacità della macchina di esprimere un potenziale competitivo. Gli esperimenti più estremi, messi in campo per provare a strappare un risultato inatteso, non hanno sortito alcun effetto, lasciando la squadra aggrappata a un presente fatto di interrogativi e a un futuro tutto da costruire, partendo da basi che, evidentemente, necessitano di una profonda revisione.




